Un Cav Qualunque

Alessandro Giberti
20/01/2011

L'Economist paragona Berlusconi al personaggio di Albanese.

Povera Italia. Quante volte è capitato di ascoltare quest’espressione, nei film, in musica (valga per tutti Battiato, pur con la variante in patria), per le strade, nei bar. Col tempo il dittongo si è trasformato, le due parole che lo compongono si sono incollate, e anche la pronuncia ne ha preso atto: «Poveritalia», semplice così, tutto d’un fiato.
Ora lo hanno rispezzato e ce lo hanno scandito per bene gli inglesi: Povera Italia, copiato, tradotto e incollato alla fine di un articolo di commento delle ultime cose del Belpaese pubblicato il 20 gennaio nel nuovo numero dell’Economist:
Poor Italy. I britannici sono partiti da un paragone: Silvio Berlusconi è uguale a Cetto La Qualunque, il politico amante “du pilu” interpretato da Antonio Albanese.

Il nuovo affondo anti-Cav dell’Economist

In ogni caso l’editoriale dell’Economist ci va giù duro fin dal titolo: “A party animal”. Sommario: ‘Perché il primo ministro potrebbe ancora sopravvivere ai suoi ultimi sordidi scandali sessuali”. Sordidi-scandali-sessuali, una trilogia al tritolo per i morigerati standard giornalistici della terra d’Albione.
Un giudizio netto, peraltro rilanciato da una testata mai troppo tenera con il Cavaliere, e suffragato dai dettagli: le «feste orgiastiche», le «20 ragazze seminude», «la stanza del Bunga Bunga attrezzata con palo da lap-dance e un guardaroba pieno di succinte uniformi da infermiere e poliziotte». Insomma tutto l’armamentario Cavalleresco che ben conosciamo.
POTREBBE RESISTERE. L’Economist si è spinto oltre, annotando come davanti a uno scandalo di questo tipo, «personaggi pubblici più normali» si sarebbero persuasi al ritiro, magari «in un monastero». Ma ciò che gli inglesi forse non sanno è che quelle son cose tuttalpiù buone per un Marrazzo qualsiasi, mica per Berlusconi. Invece ne sono perfettamente consapevoli, tanto che subito hanno avanzato l’ipotesi freno-a-mano: il premier potrebbe sopravvivere anche questa volta, così come è già successo dopo gli altri «sette scandali sessuali in cui finora è stato personalmente implicato».

Il sondaggio di Formiche decreta il successo di Cetto

«Quandancamente fossi implicato, tu fatti i cazzi toi!», commenterebbe l’immenso La Qualunque all’infida penna british, ricordando al contempo l’ultima meraviglia di questo formidabile Paese: secondo un sondaggio (vero) dell’Istituto Lorien Public Affairs commissionato dal mensile Formiche, qualora il personaggio di Albanese scendesse in campo (l’espressione è obbligata), potrebbe raccogliere fino al 9% dei voti (così scomposto; 2,3% di voti certi, 6,8% di voti probabili).
LA QUALUNQUE BATTE RUTELLI. «Mica come questi piccoletti di oggi», direbbe il grande Catenacci-Bracardi dei tempi di Alto Gradimento: secondo lo stesso sondaggio infatti, La Qualunque asfalterebbe una serie di politici ben più strutturati, a cominciare da Francesco Rutelli che, con il suo Api, non andrebbe al di là dell’1,3%. Ma avrebbe la meglio persino su Pannella, Bonino e company (0,7%) e del governatore di Sicilia Raffaele Lombardo (0,5%). Se prendessimo per buoni anche i voti probabili, allora non ce ne sarebbe più per nessuno: Sel (7,7%), Udc (6,7%), Idv (6%), Fli (5%) e l’allegra compagnia di giro, tutti dietro.