Un jukebox nel motore

Redazione
14/10/2010

di Roberto Carminati Il direttore generale di Renault Italia Jacques Bousquet ne è convinto: fra il 2015 e il 2020...

Un jukebox nel motore

di Roberto Carminati

Il direttore generale di Renault Italia Jacques Bousquet ne è convinto: fra il 2015 e il 2020 le auto elettriche incarneranno il 10% del parco circolante sui mercati globali (vai alla fonte). Un dato non sicuramente non c’erto, ma l’interesse verso questo tipo di automezzi sale anno dopo anno.
Secondo un’indagine realizzata lo scorso giugno da Ernst & Young, il 25% degli utenti statunitensi, europei, giapponesi e cinesi si dice pronto ad acquistare simili veicoli non appena disponibili in massa negli autosaloni (vai alla fonte).
Boston Consulting è più cauta e pronostica per gli States un 2,8% di “quattro ruote verdi” entro la fine di quest’anno e un 23% di ibridi benzina-elettrico nel 2020 (vai alla fonte). Anche il Governo cinese prevede che nel 2012 i modelli elettrici raggiungeranno soltanto quota 60 mila unità.

Auto troppo silenziosa? Ci pensa lo stereo esterno

Oltre che con le incognite del commercio l’industria automobilistica si confronta con problemi inediti. A lungo aveva lavorato per diminuire l’inquinamento acustico causato dal rombo dei mezzi tradizionali. Oggi deve invece dare un suono riconoscibile a sistemi la cui assoluta silenziosità rappresenta un pericolo sia per le altre macchine e moto sia per i pedoni, specie se ipo o non vedenti.
Le case costruttrici assoldano team di rumoristi specializzati e fra realtà e provocazione la ricerca sulla voce del motore diventa business.
Cofinanziata dal Governo locale, la danese EcTunes (vai alla fonte) vi si dedica in modo esclusivo in partnership con la connazionale Energi Horsens.
I suoi fondatori Thomas Gadegaard e Jesper Rasmussen, che vengono rispettivamente dall’alta fedeltà e dallo staff di Jaguar, hanno elaborato una soluzione audio già testata all’Università di Warwick e da Citroen (vedi il video su Youtube). Si basa su una centralina di controllo software e un sistema di amplificazione impermeabile esterno che diffonde una replica fedele del rumore di un motore a scoppio.
Ma per ridurre al minimo l’impatto sonoro il sistema attiva solo una coppia di amplificatori, anteriori o posteriori, a seconda che si viaggi in avanti o in retromarcia. Raggiunti i 50 chilometri l’ora circa, quando il suono degli pneumatici sull’asfalto è già di per sé un sufficiente segnale d’allerta, si spegne in modo automatico.
Dentro l’abitacolo, i suoni sono trasmessi dallo stereo di bordo, così da garantir, si legge sul sito ufficiale, «la migliore imitazione possibile di un’esperienza di guida tradizionale». EcTunes proporrà il suo kit sia alle case auto sia come accessorio post vendita. La musica però resterà sempre la stessa: con un sondaggio condotto in Europa l’azienda ha stabilito che il pubblico preferisce il suono delle auto classiche (50% delle risposte) agli immaginifici effetti speciali di Guerre stellari (11%).

La case automobilistiche in cerca di rumoristi

EcTunes svelerà i prezzi della sua soluzione solamente nel 2011 e mentre la pericolosità potenziale delle auto elettriche diventa oggetto di dibattito anche presso l’Unione europea e gli organismi regolatori Usa (vai alla fonte), le grandi marche investono in ricerca. Nissan ha affiancato ai suoi ingegneri una squadra di consulenti esterni e lavora sui segnali sonori sin dal 2007.
Il risultato è Vsp, Vehicle sound for pedestrians (Suono veicolare per pedoni), creato in collaborazione con organismi quali il Detroit Institute of Ophtalmology e il centro medico universitario Vanderbilt. Sperimentato sul suo modello Leaf, su Chevrolet Volt e su Fisker Karma, nasce dall’analisi di cento allarmi audio e come il prototipo di EcTunes prevede suoni diversi per la marcia avanti e la retro.
Nei video diffusi (guarda i filmati) si sentono solamente imitazioni di tipici diesel o benzina e, per la retromarcia, una campana simile a quella che avverte quando scatta il verde nei semafori intelligenti.
Ma allo studio ci sono anche suoneria più elaborate ispirate per esempio al classico della fantascienza Blade runner (vai alla fonte). Per buona pace degli attivisti anti-rumore, già scagliatisi contro chi prova a rompere il silenzio delle auto elettriche (vai alla fonte), l’azienda giapponese è sulla strada giusta o almeno così sembra dimostrare il suo successo di vendita. La Leaf è già un record con oltre 20 mila prenotazioni negli Stati Uniti: una cifra che supera anche le più rosee aspettative del marchio.