Un processo all’Infinito

Redazione
16/12/2010

di Luca Rinaldi Sarà maxiprocesso a Milano. Ad annunciarlo il 15 dicembre è stato il procuratore aggiunto di Milano Ilda...

Un processo all’Infinito

di Luca Rinaldi

Sarà maxiprocesso a Milano. Ad annunciarlo il 15 dicembre è stato il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini nel corso di una conferenza stampa congiunta con i procuratori della Repubblica di Milano e Reggio Calabria, Edmondo Bruti Liberati e Giuseppe Pignatoni e i due aggiunti reggini Michele Prestipino e Nicola Gratteri, con altri due componenti della Direzione nazionale antimafia.
Il maxiprocesso vedrà alla sbarra tutte le 174 persone arrestate nel corso dell’operazione “Infinito” (troncone lombardo dell’inchiesta “Il Crimine” condotta dai magistrati di Reggio Calabria) del luglio scorso, che ha messo a nudo molti presunti boss di stanza in Lombardia in contatto con imprenditori più o meno compiacenti e mondo istituzionale.
Il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, con i pm Paolo Storari, Alessandra Dolci e Alessandra Cecchelli, inoltreranno oggi al gip Andrea Ghinetti la richiesta di giudizio immediato per i 174 arrestati in Lombardia nell'ambito della maxi-operazione 'Infinito-Crimine' del 13 luglio scorso. Il Gip nelle prossime settimane deciderà se accogliere le richieste. Chi legge non si stupisca: stiamo parlando di un processo che vedrà imputati i presunti referenti delle cosche al nord, come, tra gli altri Pasquale Zappia (per cui è stato richiesto il rito immediato), eletto nell’ottobre 2009 durante un summit mafioso al circolo Arci di Paterno Dugnano Falcone e Borsellino.

[mupvideo idp=”23nkcHxLKqU” vid=””]

Ma i nomi nelle carte si rincorrono, così spuntano anche quelli di Pino Neri (anche per lui è stato richiesto il rito immediato) e Carlo Antonio Chiriaco. Avvocato tributarista, massone e ritenuto capo della ‘ndrangheta pavese, il primo, ex direttore sanitario dell’Asl di Pavia e ras della sanità pubblica, il secondo.
Lo stesso Chiriaco che faceva pieno di tessere e voti per i nomi della politica lombarda, come il deputato Giancarlo Abelli (non indagato). Storia che poi incrocerà anche il consigliere regionale della Lega Nord Angelo Ciocca (non indagato), ma con alle spalle incontri con lo stesso Pino Neri, documentati dagli investigatori. Ma non è tutto, perché l’inchiesta porta a galla ben 15 ‘locali’ di ‘ndrangheta tra Milano, la Brianza, Como e Pavia.
Una ‘ndrangheta che stava per mettere le mani anche sull’Expo 2015, una ‘ndrangheta che in Lombardia non smette di operare, perché spesso i rami che vengono tagliati sono quelli secchi e la riorganizzazione è sempre velocissima, una ‘ndrangheta che intacca l’economia legale con l’usura e l’estorsione.
Ilda Boccassini dedica proprio a questo tema un passaggio della conferenza stampa: «Il problema a Milano, però», spiega la Boccassini, «è che le vittime di estorsione e usura continuano a non denunciare», nonostante «il fenomeno estorsivo e usuraio continui». Ora si attende la notifica del provvedimento del gip agli arrestati con la fissazione del processo. Arrestati che avranno poi 15 giorni di tempo per scegliere se accedere al rito abbreviato o andare a dibattimento.