Un Regno meno unito

Redazione
05/10/2010

di Lorenzo Berardi Fair: Giusto, equo, leale. È questo l’aggettivo pronunciato più spesso da George Osborne dinnanzi alla nazione e...

Un Regno meno unito

di Lorenzo Berardi

Fair: Giusto, equo, leale. È questo l’aggettivo pronunciato più spesso da George Osborne dinnanzi alla nazione e alla platea che lo ha accolto alla conferenza del Partito Conservatore cominciata il 3 ottobre a Birmingham.
Il Cancelliere dello Scacchiere britannico, una posizione equivalente al ministro delle Finanze e del Tesoro, ha insistito sul concetto di fairness, rimarcandolo per ben 15 volte in ogni sua possibile declinazione nell’arco dei trentuno minuti del proprio intervento.
Un discorso, quello del 39enne Osborne, che ha insistito sui tagli da operare alla politica dei sussidi e non è certo passato inosservato presso l’opinione pubblica inglese

Tagli agli assegni familiari

Se il Times accoglie la “rivoluzione del welfare” preannunciando decisioni «difficili ma giuste» da parte del governo, il Guardian parla apertamente di «tagli al welfare», mentre l’Independent preannuncia «ristrettezze economiche» per la politica dei benefit.
Al centro dell’attenzione è la decisione di Osborne di introdurre un limite agli assegni familiari destinati ai figli. Un annuncio che si è guadagnato le prime pagine di tutti i quotidiani e ha subito scatenato un acceso dibattito nazionale. Per ora, infatti, tutte le famiglie britanniche che lo richiedono possono beneficiare del medesimo modello di sussidi statali per i figli.
Un sistema che si traduce in 20.30 sterline a settimana versate dallo Stato per il primo figlio e in 13.40 sterline settimanali di sussidi disponibili dal secondo figlio in poi sino al raggiungimento dei 19 anni d’età. Un modello universale del quale usufruiscono circa sette milioni e mezzo di famiglie britanniche e che costa allo Stato 11,2 miliardi di sterline ogni anno.
Ebbene, dal 2013 in poi le cose cambieranno. Osborne ha annunciato che tutte le famiglie in cui almeno un genitore guadagna più di 44mila sterline lorde ogni anno (51 mila euro), non potranno beneficiare di alcun sussidio. Una decisione che permetterebbe allo Stato di risparmiare circa un miliardo di sterline all’anno.

Così si demolisce il welfare state

Dura la critica di Patrick Wintour, che dalle colonne del Guardian accusa Osborne di «demolizione del principio universale del welfare state». Il quotidiano stima il danno economico per un milione di famiglie inglesi in 1055 sterline l’anno in caso di figlio unico e in circa 2500 sterline per quelle con almeno tre figli.
Più morbida, invece, la linea di Roland Watson del Times che rimarca come la decisione «ponga fine a decenni di pagamenti universali» pur rappresentando una «scommessa politica» per Osborne e la sua coalizione di governo.
Di una mossa «altamente controversa» scrive invece Andrew Grice sull’Independent  sottolineando come l’annuncio contraddica di fatto le promesse fatte non solo dai liberali di Nick Clegg, ma anche da David Cameron e dallo stesso Osborne nell’ultima campagna elettorale.

Osborne, dì qualcosa di destra!

Tutti e tre i quotidiani concordano sul fatto che la decisione del Tesoro e del ministro presenti però un punto debole. Una coppia in cui entrambi i genitori guadagnano 40 mila sterline l’anno, infatti, avrà accesso ai sussidi, mentre un genitore single che ne percepisce 45 mila non riceverà alcun benefit. Uno scenario in apparenza paradossale e che lo stesso Osborne non ha smentito e anzi, intervistato da BBC Radio4 nella giornata del 4 ottobre, ha di fatto confermato.
Sarà questo uno di quei “limiti della retorica” a cui fa riferimento l’Independent nel proprio titolo odierno? Il Times non ne pare convinto, considerando la decisione presa da Osborne «inevitabile e coraggiosa: the right stuff  gioco di parole che può significare sia «la cosa giusta» che «qualcosa di destra».
Osborne, dal canto suo, non si stanca di ribadire un concetto che è divenuto il suo cavallo di battaglia: “We are all in this together”, siamo tutti sulla stessa barca. Una barca che per restare a galla e arrivare in porto intende alleggerirsi di alcuni sussidi “zavorra”. Un tema sul quale, però, l’opinione pubblica britannica appare molto sensibile.