Un tribunale di Norimberga per la cultura

Un tribunale di Norimberga per la cultura

19 Ottobre 2011 14.57
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Credo che l’Occidente debba incominciare a darsi una politica
che non sia quella finta pace che predispone le migliori
condizioni per la guerra civile o mondiale. E solo quando i
sistemi sociali sono ridotti in macerie, come li ridusse il
nazismo, si sente il bisogno di un Tribunale di Norimberga
capace di condannare o giustiziare i colpevoli. Ma è già tardi
per fermare le idee che gli hanno marcito il cervello, allagando
il mondo del sangue di milioni di innocenti e creando milioni di
individui bisognosi di una politica intelligente non ancora
inventata. 
CONDANNARE LE IDEE BALORDE. Perché nessuno ha
mai pensato che la condanna delle idee balorde (di qualunque
filosofia o politica) a costo zero è uguale a prevenzione, a
risparmio di vite umane e ingenti risorse?
Non si vuole fasciare la testa al mondo prima che se la sia
rotta, ma evitare che a provare dolori lancinanti sia
l’umanità. Perché cambiare politici senza cambiare politica
equivale a un genocidio. I problemi che vedeva Berlinguer in
Italia 30 anni fa sono esattamente quelli di oggi,  ne
consegue che in mezzo secolo (almeno 20 anni prima e 30 anni dopo
Berlinguer) la chiave politica per governare l’Italia non
l’ha inventata né la destra né la sinistra.
POLITICA CHE NON GOVERNA. Ed è una grandissima
truffa spingere gli elettori ad alternare al potere una destra
che non governa, perché lo fa solo per affaristi e strozzini,
con una sinistra che dice di governare per i lavoratori, ma
lavora alla moltiplicazione dei disoccupati.
Allora, a costo zero, processiamo le idee e le ideologie che
ghermiscono il cervello di interi popoli, per decenni o secoli
prima che diventi evidente la loro pericolosità sociale come lo
è già in Italia. Qua non si tratta di riempire le galere di
filosofi e non di politici, ma di rendere inoffensive le idee
balorde che fanno degli intellettuali le loro prime vittime e, di
conseguenza, i cattivi maestri di interi popoli e continenti.
Perciò avventuriamoci con entusiasmo nell’unica forma di
giustizia umana che, in quanto preventiva, non conta vittime né
sopprime carnefici.

Rendere la vita possibile anche agli ingenui

Il Tribunale di Norimberga culturale dovrebbe avere
sezioni staccate in ogni università e una rubrica in ogni
redazione di giornale libero, a disposizione di chi volesse
«lottare contro lo stregamento del linguaggio a danno della
nostra intelligenza», avrebbe detto Wittgenstein.
Di processi giudiziari a nazisti, fascisti e comunisti se ne sono
fatti a vagonate, ora però c’è da ri-processare quelle idee
che covano come il fuoco sotto la cenere, insieme al liberismo,
generoso nel promettere miracoli di sviluppo e nell’elargire
recessioni, stagnazioni, catastrofi ambientali, migrazioni
bibliche di disoccupati, sfruttati, perseguitati e guerra civile
camuffata da pace.
Finché il mondo sarà affidato alla cultura, alla politica, alla
giustizia e al mercato così come lo subiamo ogni giorno sulla
nostra pelle, per i furbi sarà sempre un paradiso e per gli
ingenui un inferno.
Per sperare che qualcosa migliori, non si deve puntare a rendere
la vita impossibile ai furbi, ma possibile agli ingenui, immolati
come agnelli sacrificali sull’altare del dio denaro.
Magistrati e intellettuali liberi e onesti potrebbero contribuire
a questa bella utopia, per non dimenticare che sul banco degli
imputati di questo tribunale virtuale dovranno sedere le
idee, non gli uomini che le hanno partorite, né gli eretici
che sono il motore del pensiero umano libero.

Mettere in discussione il pensiero altrui dopo aver processato il
proprio

Un tale diceva che bisogna pensare da matti per agire da
razionali. Io ho provato a capire se la civiltà umana sta
avanzando verso i grattaceli o le caverne; e di fronte alla marea
umana che ovunque, per le ragioni più disparate, è inferocita
(vedi indignados) e si ribella a tutto e tutti, ho deciso di
porvi un problema che più pazzo non si può.
Chi ritiene che si possa lavorare per la libertà e la pace di
tutti, processando ciò che del pensiero umano passato e presente
ce le insidia, lasci il suo commento. Anche i più matti
sono liberi di intervenire.
Invece è libero ma sprecato il contributo di chi già è
convinto di sapere: dei tifosi, schierati e faziosi di tutte le
razze, che vivono per conservare lo status quò, fascista o
comunista, scannandosi poi reciprocamente.
Servono persone capaci di mettere in discussione il pensiero
altrui, ma dopo aver processato il proprio almeno per 1 miliardo
di volte. Si tratta di cogliere l’invisibile,
l’inesistente e persino l’impossibile.
A chi considerasse inopportuno o peggio blasfemo aver scomodato
Norimberga senza 6 milioni di morti a cui dare giustizia,
rispondo che ci sono 6 miliardi di vivi a cui il presente e il
futuro va dato da vivi e l’intellighenzia
attuale è poco interessata al presente e per nulla al
futuro.
(F.L)

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