Una ferita insanabile

Redazione
01/10/2010

Una Cipro ancora divisa ha festeggiato il 1° ottobre i 50 anni della propria indipendenza dalla Gran Bretagna, anniversario osservato...

Una ferita insanabile

Una Cipro ancora divisa ha festeggiato il 1° ottobre i 50 anni della propria indipendenza dalla Gran Bretagna, anniversario osservato solo nella Repubblica di Cipro, la metà dell’isola in cui vive la comunità greco-cipriota. Quella turco-cipriota, invece, ha scelto di ignorare l’evento.
Ai festeggiamenti organizzati per la celebrazione, fra cui un’imponente parata militare, hanno partecipato il capo dello Stato Demetris Christofias, il titolare della Difesa Costas Papacostas e alcuni alti rappresentanti della Chiesa greco-ortodossa, oltre a esponenti della diplomazia internazionale.

Una storia tormentata

L’indipendenza di Cipro come entità politica unica ha avuto vita breve, solo 14 anni, dal 1960 al 1974, anno in cui un fallito tentativo di annessione alla Grecia dei colonnelli ha provocato l’invasione turca.
Ankara mantiene nella Repubblica turca di Cipro settentrionale, riconosciuta solo dalla Turchia, una presenza militare stimata in 2000 uomini e vi ha stabilito numerosi coloni che hanno occupato le proprietà appartenenti ai ciprioti di etnia greca.
Il piano di unificazione di Cipro preparato dalle Nazioni Unite, approvato nel 2004 in un referendum dalla comunità turco-cipriota ma bocciato dagli elettori della Repubblica di Cipro, prevedeva un singolo Stato formato da due “Stati costituenti”, legati da una struttura di governo centrale piuttosto debole.
Per entrare in vigore, il piano avrebbe dovuto essere approvato da entrambe le parti, come di fatto non è stato.
I negoziati tra le due comunità, ripresi nello scorso mese di maggio sempre sotto l’egida dell’Onu, non hanno portato ad alcun risultato.

Lo scoglio delle truppe turche

In occasione della sua visita del 10 settembre nella Repubblica di Cipro, il ministro degli Esteri greco Dimitri Droutsas ha chiesto alla Turchia il ritiro delle sue truppe di occupazione dall’isola. «Invito la Turchia a ritirare le sue truppe» ha dichiarato Droutsas, aggiungendo che si tratta di una questione di «invasione e occupazione».
Droutsas ha anche sottolineato il totale appoggio di Atene al presidente Dimitri Christofias e ai suoi sforzii per giungere a una soluzione definitiva della crisi dell’isola.
Il suo invito non ha ricevuto risposta dalla controparte turca.