Una fiducia a metà

Redazione
14/12/2010

“Una vittoria importante per Silvio Berlusconi”. È il titolo, molto british, del commento del Financial Times al risultato del voto...

Una fiducia a metà

“Una vittoria importante per Silvio Berlusconi”. È il titolo, molto british, del commento del Financial Times al risultato del voto di fiducia del governo italiano del 14 dicembre (leggi l’articolo sulla giornata del voto). L’articolo, a firma di James Blitz, ex corrispondente del quotidiano britannico a Roma, è partito con una previsione secca: «L’Italia andrà alle elezioni anticipate nei primi mesi del 2011». Secondo il quotidiano finanziario, il premier «non ha una maggioranza in grado di governare il Paese in maniera efficiente».
Nondimeno, la vittoria del premier ha colpito molto i britannici che si spingono a dire che, in caso di sfiducia, «la sua carriera politica sarebbe finita», a favore di qualche altro esponente del centrodestra, magari Giulio Tremonti.
Per il presidente della Camera Gianfranco Fini e per la sinistra, quella del 14 è stata una sconfitta su tutta la linea. Per il primo, la fuga di voti a sostegno del premier «ha minato le sue aspirazioni a far nascere un terzo polo forte»; mentre per il partito di Pierluigi Bersani è la conferma «di non essere in grado di presentarsi con credibilità come una valida alternativa di governo. Fosse vero il contrario», ha concluso Blitz, «il Partito democratico avrebbe attratto più voti in Parlamento» per rovesciare il premier.

I russi: «La mal governata Italia, malato d’Europa»

Se sui media russi molto spazio è stato occupato dalle proteste di piazza «contro Silvio Berlusconi», l’agenzia semiufficiale Ria Novosti invece ha scelto di tracciare un quadro generale del nostro Paese sotto il governo Berlusconi. Che non piacerebbe all’amico di zar Vlad. «L’Italia dovrà “sopportare” ancora un po’ Silvio Berlusconi» ha annunciato l’agenzia con sede a Mosca. Che ha continuato: «Questo può succedere solo in un Paese dove le crisi politiche sono più frequenti che i cambi di stagione. In Italia un governo che dura due anni è longevo. Più di due anni, è molto longevo. Tre, è sorprendente e quattro è straordinario (in italiano nel testo). E Silvio Berlusconi ha già “tentato” tre volte». Dopo la cronaca della «critica giornata» del premier, l’agenzia russa si è chiesta «che cosa aspetterà ora l’Italia?».
E ha risposto con una lunga premessa al lettore russo sulla «democrazia in stile Berlusconi». «Il Primo ministro è proprietario del più grande impero mediatico italiano, ma nessuno gli ha mai imposto di abbandonare giornali, riviste e tivù. Gli italiani sono soliti informarsi per la maggior parte dalla televisione e l’Italia sotto Silvio vive un controllo dei media totale, come neppure aveva sognato Mussolini».
«In generale l’Europa ha un paziente malato in più: la malgovernata Italia, che dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna è tra i candidati a invocare gli aiuti dell’Unione europea. La domanda è solo per quanto tempo durerà Berlusconi. Dicono non più di un anno».

Le Figaro: «Le sfide ora sono giustizia, l’Aquila e università»

Christine Fauvet-Mycia, giornalista di Le Figaro, ha spiegato le ragioni della vittoria di Berlusconi su un video caricato su YouTube: «Berlusconi ha conquistato una risicata maggioranza, solo per tre voti perché alcuni tra le fila del suo ex alleato, Gianfranco Fini, al voto di fiducia, si sono tirati indietro». «La destra», ha continuato Fauvet-Mycia, «secondo i sondaggi continua ad avere un sostegno assieme al partito del Nord, del 40 % . Il polo centrista inoltre non è affatto pronto per convertire la base elettorale di Berlusconi nel proprio bacino di voti. Senza contare che nella fiducia ha pesato anche il momento scelto da Fini per mettere Berlusconi al muro».
«Fiducia rinnovata ma fragile per reggere fino alla fine del 2013. Berlusconi dovrà prendere decisioni molto forti nel settore universitario e per la ricostruzione dell’Aquila. Senza contare la riforma della giustizia visto che a gennaio la Corte costituzionale si esprimerà sul legittimo impedimento, una legge attraverso cui si è dotato dell’immunità», ha concluso la giornalista.

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