«Un’azione giudiziario-mediatica infondata»

Redazione
18/01/2011

«Credo che Berlusconi stia facendo bene a dire che la strada è quella di continuare a governare, a difendersi, e...

«Un’azione giudiziario-mediatica infondata»

«Credo che Berlusconi stia facendo bene a dire che la strada è quella di continuare a governare, a difendersi, e soprattutto a dimostrare l’infondatezza di questa azione giudiziario-mediatica, che si rivelerà come in passato una grande montatura», così il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha definito l’inchiesta dei giudici di Milano come «offensiva di persone che non c’entrano assolutamente nulla, persone che non sono indagate, la cui privacy è stata violata alle sei di mattina come se si trattasse di persone colluse con la mafia. C’é stato un apparato di indagine per questa azione che veramente non si è visto neanche per grandi reati di crimine organizzato», ha concluso il ministro degli Esteri intervendendo a La telefonata su Canale 5.
SECONDO MINETTI. Intanto arriva anche una ulteriore precisazione da parte del consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti:  «Non sono la custode dell’harem di via Olgettina. Non ho gestito degli appartamenti. In via Olgettina ci sono tre appartamenti intestati a mio nome e abitati da persone che collaborano a Mediaset. Il canone di locazione mi veniva rimborsato». Così intervistata dalla Stampa, Minetti non fa il nome di chi le ha intestato gli appartamenti e di chi paga l’affitto.
Ma dalle carte continuano a emergere altre indiscrezioni: le bollette della luce, del gas o del telefono degli appartamenti dati in uso o regalati alle ragazze su ordine del premier venivano pagate o dalla consigliera regionale Nicol Minetti o da «un uomo che pagava anche in contanti» le bollette per le utenze riconducibili a Berlusconi.
CHI PAGAVA LE BOLLETTE. È questo un particolare che emerge dalla documentazione trasmessa dalla Procura di Milano alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera con la quale si chiede di poter perquisire gli uffici del contabile del premier, Giuseppe Spinelli. I magistrati milanesi, poi, precisa sempre chi ha avuto modo di consultare le 389 pagine inviate dalla Procura, non avrebbero spedito tutto il materiale probatorio di cui dispone chi conduce l’inchiesta sul ‘caso Ruby’, ma solo ciò che è «finalizzato a chiedere la perquisizione degli uffici del contabile». Il quale, secondo gli inquirenti, sarebbe il responsabile di alcuni pagamenti alla ragazze e della gestione degli appartamenti assegnati alle giovani amiche del premier.
Indagata per favoreggiamento della prostituzione insieme a Emilio Fede e a Lele Mora, Minetti ammette di essere «andata qualche volta» alle cene di Arcore. «Davanti a me non è successo nulla. Questa del bunga bunga», afferma, «è una barzelletta». Alle cene, dice, tornerei, «ma forse starei più attenta alle persone di cui mi circondo».
Sull’incontro con Silvio Berlusconi, dice: «L’ho conosciuto appena due anni fa. Quella dell’igienista dentale al San Raffaele è una leggenda. Ruby ha raccontato un sacco di balle», dichiara Minetti.
L’AFFIDO DI RUBY. Nella vicenda dell’affido temporaneo, racconta, «inizialmente mi chiamò Michelle de Oliveira, la brasiliana amica di Ruby, dicendomi di avere avuto il mio numero da un’amica comune che le aveva indicato Ruby, Poi mi chiamò il presidente che mi disse se potevo andare in Questura». Prima di firmare, aggiunge, «chiesi ai poliziotti: ma se domani questa va nei guai poi ne devo rispondere io? Mi dissero di no. Così come mi spiegarono che non era necessario che Ruby venisse a casa mia».
Minetti definisce «assurda» l’indagine sul favoreggiamento della prostituzione e «allucinante che sui giornali si pubblichino cose dette tra me e miei amici. Ho solo 25 anni, mi sembra di essere entrata in un frullatore», e conclude: «Penso che mi stiano rovinando la vita».
SPIONAGGIO. «Ognuna di queste ‘verità’ non ha riscontri oggettivi. Qui sono messe in discussione la riservatezza di corrispondenza, di domicilio e la libertà di spostamento. Sono state spese a disposizione di questa inchiesta spionistica tecnologie sofisticatissime senza che ci fosse reato», ha detto Daniela Santanché (Pdl) durante la trasmissione di Omnibus, su LA7. «C’é dello spionaggio. Come Misseri, é un caso di cronaca: ci sono tante Misseri senza avere il reato, il cadavere, il morto», ha aggiunto. «Ruby dice che sono stata a cena con George Clooney: mai stata a cena con George Clooney, non lo conosco. Sono state dette molte balle, molte verità che per vanteria queste ragazze raccontano, cose non vere». La sottosegretaria al programma infine ha aggiunto: «È un problema di spionaggio, di stupro. È un trucco usato dalla magistratura. Un trucco brutto».