Unicredit sta valutando un'offerta per Commerzbank

Unicredit sta valutando un’offerta per Commerzbank

Secondo la Reuters, la banca avrebbe ingaggiato Lazard e Jp Morgan per un'eventuale opa verso l'istituto tedesco. Il titolo crolla in Borsa.

14 Maggio 2019 13.40

Like me!

Unicredit ha ingaggiato Lazard e il suo banchiere Joerg Asmussen (ex vicemistro delle Finanze tedesco) e Jp Morgan per una potenziale offerta d'acquisto per Commerzbank. Alla notizia, diffusa dalla Reuters, il titolo di Unicredit in Borsa è arrivato a perdere il 2,5%, per poi chiudere a -1,69%. In serata l'istituto di Piazza Gae Aulenti ha precisato che «non è stato firmato alcun mandato relativo a possibili operazioni di mercato oggetto di indiscrezioni giornalistiche». Le fonti sentite dalle agenzie, però, hanno riferito anche che sebbene non sia chiaro se e quando sia possibile presentare un'offerta, il top management di Unicredit è da tempo interessato ad espandere le attività del gruppo in Germania, con un tentato approccio avvenuto già nel 2017.

NECESSARIO IL VIA LIBERA DI BERLINO

Qualunque accordo avrebbe, comunque, bisogno del benestare di Berlino che controlla il 15% e che con l'ingresso di qualsiasi altro istituto potrebbe diluire la propria partecipazione. Secondo l'indiscrezione che raccoglie i no comment dei diritti interessati (anche del ministero delle Finanze tedesco), sebbene non sia chiaro se e quando sia possibile presentare un'offerta, il top management di UniCredit è da tempo interessato ad espandere le attività in Germania. Area in cui è già presente dai tempi di Profumo con l'ex Hvb, controllata radicata in particolare in Baviera e Baden-Wrttemberg che ha quasi 450 sportelli.

GLI ANALISTI: MOSSA NON SORPRENDENTE

I rumors «non rappresentano una sorpresa data la sovrapposizione tedesca e il potenziale di sinergie». A scriverlo sono stati gli analisti di Bloomberg che hanno sottolineato come i 40 miliardi di dollari di npl del gruppo di Piazza Gae Aulenti possano soffiare come "vento contrario" ad una potenziale offerta. Qualsiasi grande accordo transfrontaliero di M&A è improbabile fino al 2020, è stato poi evidenziato, date le complicazioni dei finanziamenti, la capacità di utilizzare l'avviamento negativo per cancellare i crediti inesigibili e i finanziamenti. Dopo il fallimento dei colloqui con Deutsche Bank, il flusso di notizie su Commerzbank rimarrà per ora dominato da possibili opzioni di fusione. Unicredit e Ing in cima alla lista, con Bnp Paribas e Santander altri pretendenti. Secondo gli analisti la debolezza degli utili è destinata a persistere con un ulteriore calo dei ricavi nel 2019, a causa del rallentamento dei prestiti e dell'aumento della pressione competitiva sui margini nel business aziendale.

LE ASSICURAZIONI SULL'IMPEGNO IN ITALIA

Solo il 9 maggio, Unicredit assicurava di non avere in animo un disimpegno sull'Italia. «Il nostro impegno in Italia non è mai stato più forte. Unicredit è molto orgogliosa di essere una banca europea con sede in Italia e quotata in Italia», aveva detto il ceo Jean Pierre Mustier, nella conference call con la stampa, commentando la cessione del 17% di Fineco. «Siamo estremamente impegnati a finanziare i nostri clienti italiani», sottolineava il manager, ribadendo che «fusioni cross-border sono estremamente difficili da realizzare». Il 13 maggio Mustier confermava che «la crescita di Unicredit in Italia sarà solo organica». C'è da chiedersi se la Consob, dopo dichiarazioni apparentemente così lontane dal reale interesse per l'istituto tedesco, non si senta di dover chiedere spiegazioni su come Unicredit comunica col mercato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *