I risultati di Unicredit sotto le attese: utili a 1,85 miliardi

Redazione
07/08/2019

Il risultato del secondo trimestre è di 1,85 miliardi (+81%) ed è sotto le attese degli analisti che erano di 2,2 miliardi di euro.

I risultati di Unicredit sotto le attese: utili a 1,85 miliardi

Unicredit ha chiuso il primo semestre dell’anno con utile netto di 3,2 miliardi in crescita del 51,7% sullo stesso periodo del 2018 con la cessione degli immobili in Germania del primo trimestre e della quota del 17% di Fineco nel secondo. Il risultato del secondo trimestre è di 1,85 miliardi (+81%) ed è sotto le attese degli analisti che erano di 2,2 miliardi di euro.

GUIDANCE SUI RICAVI AL RIBASSO

Unicredit rivede la guidance sui ricavi al ribasso da 19 miliardi a 18,7 miliardi. Confermati gli altri target: i costi a 10,1 miliardi, l’obiettivo di costo del rischio a 55 punti base, le esposizioni creditizie deteriorate lorde della non core per il molto al di sotto di 14,9 miliardi e vicine a 10 miliardi. L’utile netto rettificato è visto a 4,7 miliardi, il rote maggiore del per cento e rote del group core maggiore del 10 per cento Il Cet1 mda buffer è confermato nella parte superiore del range tra 200-250 punti base. «I risultati ottenuti negli ultimi tre anni forniscono una solida base su cui sviluppare il nostro prossimo piano», ha detto il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier commentando i risultati del trimestre. «Abbiamo compiuto buoni progressi sulle quattro misure finanziarie annunciate lo scorso trimestre, sulla base delle quali prepariamo la nuova strategia commerciale che presenteremo al Capital Markets Day di dicembre», ha aggiunto.

«OBIETTIVO DI RIDUZIONE DEL PERSONALE RAGGIUNTO»

Intanto i tagli del personale a Unicredit dovrebbero essere terminati. L’obiettivo di riduzione netta di 14.000 ‘Full time equivalent’ del piano Trasform 2019 è stato raggiunto, conferma la banca con un calo di 274 unità trimestre su trimestre. Da dicembre 2015 sono state chiuse 925 filiali, il 98% di quelle da chiudere in Europa occidentale è stato raggiunto, con 24 filiali chiuse nel secondo trimestre di quest’anno. Così «i costi operativi totali per il 2019 sono confermati a 10,1 miliardi, materialmente migliore rispetto il target posto da Transform 2019». Nel dettaglio, si legge in una nota, i costi del personale sono scesi a 1,5 miliardi nel secondo trimestre (-4,5%) per effetto della riduzione degli FTE (-2.708 unità anno su anno) che si sono attestati a 84.836 persone, «raggiungendo il target di riduzione netta del personale in linea con Transform 2019». E questo fa concludere all’istituto di essere «in netto anticipo rispetto al piano» sulla trasformazione del modello operativo.