Unicredit, Ghizzoni in pole

Redazione
30/09/2010

Il prossimo amministratore delegato di Unicredit sarà Federico Ghizzoni. È quanto ha rivelato il Wall Street Journal mercoledì 29 settembre....

Unicredit, Ghizzoni in pole

Il prossimo amministratore delegato di Unicredit sarà Federico Ghizzoni. È quanto ha rivelato il Wall Street Journal mercoledì 29 settembre. Secondo il giornale americano, Ghizzoni potrebbe ricevere l’investitura ufficiale giovedì 30 settembre durante il consiglio di amministrazione in corso a Varsavia. La nomina di Ghizzoni sarebbe condivisa dagli azionisti della banca.

Il vento dell’Est

Ghizzoni, nato il 14 ottobre del 1955, è entrato in Unicredit nel 1980 come manager nelle relazioni con i clienti nell’ufficio della sua città natale, Piacenza. Dopo aver guidato la divisione polacca del gruppo e quelle del Centro ed Est Europa di Unicredit Austria, è l’attuale responsabile delle operazioni banking in ambito comunitario.
Fino alle dimissioni di Profumo, Ghizzoni era anche uno dei quattro viceamministratori del gruppo. La nomina, ha aggiunto il Wall Street Journal, sarebbe un chiaro segnale che la banca intende continuare le sue attività nei mercati del Centro e dell’Est Europa. Profumo, al contrario, stava lavorando a un maggior sviluppo “domestico” di Unicredit.
L’accordo tra gli stakeholder su Ghizzoni non è stato semplice da raggiungere. Anche perché le fondazioni bancarie, che sono condizionate dalla politica locale, ha scritto il giornale di Wall Street, controllano assieme più dell’11% dell’azionariato. Sarebbero state proprio le fondazioni a spingere affinché la banca italiana si concentrasse maggiormente sul mercato nazionale piuttosto che su altri Paesi europei.

Il nodo libico

Nel ruolo di amministratore delegato, Ghizzoni dovrà innanzitutto risolvere la questione libica che ha provocato l’uscita di Profumo. Gli azionisti e i politici italiani, preoccupati della crescente influenza dei libici nella banca, hanno spinto per le sue dimissioni.
Tra fondi sovrani e Banca centrale della Libia, le istituzioni nordafricane, entrambe legate al leader Muammar Gheddafi, controllano il 7,6% del gruppo. Questi numeri potrebbero ostacolare le decisioni interne visto che con il 5% delle azioni scatta il diritto di veto. Le due istituzioni libiche a inizio mese hanno però assicurato che si comporteranno come organismi separati senza così operativamente superare il tetto.
Profumo aveva difeso la presenza dei libici in Uncredit. Secondo alcuni azionisti italiani il suo appoggio era collegato al lasciapassare che l’istituto finanziario italiano aveva ottenuto ad agosto per le operazioni in Libia.

l’appoggio di CariVerona

Secondo una fonte vicina al giornale americano, CariVerona, la fondazione bancaria del Nord Est che controlla la banca, in una fase iniziale aveva spinto il Cda a nominare un amministratore che si liberasse dell’influenza di alcuni operatori stranieri.
Ma gli investitori stranieri, compresi i libici, hanno reagito proponendo al vertice Ghizzoni. A questo punto, sempre secondo la fonte, CariVerona si è convinta a dare il suo appoggio al candidato.