Union Type D, Audi torna proprietaria di un prezioso esemplare

Redazione
22/08/2012

Alcune settimane fa, la Casa di Ingolstadt ha riacquistato una delle rarissime Frecce d’Argento Auto Union, dotata, ancora per la...

Union Type D, Audi torna proprietaria di un prezioso esemplare

Alcune settimane fa, la Casa di Ingolstadt ha riacquistato una delle rarissime Frecce d’Argento Auto Union, dotata, ancora per la maggior parte, di componenti originali.
AUTO DEL 1939. Si tratta della Auto Union Type D a doppio compressore del 1939, una delle due leggendarie ‘vetture di Karassik’.
Audi possiede così tre delle cinque auto da corsa Auto Union che possono vantare un’assoluta originalità.
Per capire l’importanza del ritrovamento bisogna fare un passio indietro negli Anni 30, quando nacque il mito delle ‘Frecce d’Argento’.
Le vetture da corsa tedesche Auto Union e Mercedes-Benz fecero il loro ingresso sulla scena delle competizioni internazionali nel 1934 come auto sportive di nuova concezione, in color argento e con un design futuristico mai visto prima.
MOTORE DIETRO AL CONDUCENTE. Mentre Mercedes-Benz si affidava ai motori anteriori, il motore della Auto Union era collocato dietro il conducente, oggi uno standard nella Formula 1. Fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, entrambe le Case dominarono i circuiti d’Europa.
Le auto da corsa da 16 e 12 cilindri delle Case di Zwickau e Stoccarda conseguirono, infatti, numerose vittorie. Piloti come Bernd Rosemeyer, Tazio Nuvolari, Hans Stuck (Auto Union), Rudolf Caracciola, Manfred von Brauchitsch, Hermann Lang (Mercedes-Benz) sono considerati ancora oggi degli eroi nel mondo del motorsport, poiché, pur gareggiando senza alcun standard di sicurezza, raggiungevano velocità superiori ai 300 km/h.
ROSEMEYER A 380 KM/H. Nel 1937, lungo i rettilinei del circuito dell’Avus a Berlino, il contachilometri della vettura di Rosemeyer segnò addirittura i 380 km/h.
Ma la seconda Guerra Mondiale permise agli occupanti russi di trovare le Frecce d’Argento della Auto Union in un padiglione sopraelevato di una miniera: le vetture furono portate nell’ex Unione Sovietica come bottino di guerra e, una volta arrivate lì, se ne persero le tracce.
La nuova Auto Union GmbH (l’attuale Audo AG), fondata nel 1949 a Ingolstadt, aveva così dato per disperse le grandi testimoni della storia del motorsport della Auto Union AG. La Guerra Fredda era cominciata da tempo e la cortina di ferro era calata in Europa. Restava soltanto una Auto Union Type C, regalata al Deutsches Museum di Monaco ancora prima della Seconda Guerra Mondiale, ma poi danneggiata durante i bombardamenti sulla città.