Chi sono i favoriti italiani alle Universiadi 2019 di Napoli

Stefano Ferrio

Chi sono i favoriti italiani alle Universiadi 2019 di Napoli

Eleonora Grilli nel tiro con l'arco. Silvia Scalia e Ivano Vendrame nel nuoto. Oltre alla squadra di volley femminile. Gli azzurri che possono puntare alla medaglia.

07 Luglio 2019 10.30
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Una parola, “favoriti“, alle Universiadi. Comprese queste di Napoli. Dove, in mezzo a 6 mila atleti iscritti, sui campioni primeggiano di gran lunga gli outsider, i puri dilettanti, gli eroi per un giorno, e financo quelli da medaglia per caso. Sin dai primi giorni se ne è avuto conferma in sport come il judo e la ginnastica.

Prendiamo ad esempio Eleonora Grilli, che ha un nome importante per chi frequenta con lei la Cam, Compagnia arcieri Monica di Gallarate, provincia di Varese, società fra le più quotate d’Italia per adesioni e risultati. Eleonora la rappresenterà alle gare di tiro con l’arco in programma alle Universiadi di Napoli, ma dire quanto sia favorita nelle prove femminili questa ventenne dalle braccia d’acciaio e dalla mira indefessa risulta arduo. Dalla sua parte si può precisare – e non sembra poco – che, guidata da un maestro come papà Gabriele, a sua volta arciere, ha finora centrato 17 record italiani riservati alle categorie giovanili, l’ultimo dei quali sono i 343 punti (su 360 possibili) ottenuti lo scorso aprile a Venaria Reale, in una gara di “compound”, arco più leggero da sostenere rispetto a quello olimpico.

GRILLI TRA PER UNA MEDAGLIA NEL TIRO CON L’ARCO

Ciò significa che, nei 36 tiri da effettuare, Eleonora Grilli ha spedito per 24 volte la propria freccia a meno di quattro centimetri dal centro esatto del bersaglio. In un contesto agonistico dove, a parte la tradizionale solidità delle rappresentative asiatiche, le convocazioni delle altre federazioni dipendono da troppe variabili, come la concomitanza con eventi tipo i Mondiali di nuoto, Grilli ha dunque tutte le carte in regola per essere indicata fra gli “indiziati da medaglia” della spedizione azzurra, affidata a 303 atleti iscritti ai 18 sport previsti e che ha visto arrivare dalla scherma, con Erica Cipressa, il primo oro.

LE CHANCE DEI NUOTATORI AZZURRI

In realtà, solo quando le competizioni iniziano, alle Universiadi si prende coscienza della reale consistenza degli avversari. Nel nuoto, ad esempio, dove la squadra azzurra presenta vari aspiranti al podio, le prime gare sono bastate a dare un saggio di quanto forte sia la rappresentativa americana, molto poco disposta a cedere ad altri le medaglie pesanti, come si è visto nei 400 misti femminili, dove la vincitrice Makalya Sargent e la medaglia d’argento Evie Pfeifer sono apparse di un altro pianeta rispetto alla portabandiera italiana Ilaria Cusinato. Lezione che potrà tornare utile ad altri nuotatori azzurri venuti alle Universiadi per non fare le comparse: la dorsista romana Silvia Scalia, 24 anni splendidamente portati nelle piscine agonistiche, il suo concittadino Ivano Vendrame, 22 anni e una gran fame di divorarsi vasche a stile libero, la ranista cremonese Giulia Verona, 20 anni da poco compiuti.

IL PESO DEL “FATTORE CAMPO”

Una volta rammentato che nelle prove di scherma e di tiro gli italiani iscritti, magari non tutti al top dei ranking mondiali, risultano comunque favoriti a causa delle straordinarie tradizioni azzurre di questi due sport, riflettori molto particolari vanno puntati su due atleti ad alto tasso adrenalinico. Uno è Simone Crescenzi, 22 anni, laziale di Terracina, talento del taekwondo, dove nella categoria fino a 63 chili si presenta dichiarando di volere una medaglia più splendente del bronzo europeo di un anno fa. L’altro è Maurizio Massarelli, 23 anni, napoletano di Mugnano, detto “Trattore” per la resistenza erculea con cui risponde anche per 20 scambi di fila ai più temibili campioni d’oriente. Al PalaTrincone di Pozzuoli, qualora dovesse qualificarsi alle finali, giocando in casa, potrebbe contare sull’arma in più di un tifo apocalittico.

NEGLI SPORT A SQUADRE MEGLIO IL VOLLEY DEL CALCIO

Tifo che ovviamente non mancherà nei match di squadra. Nel calcio, la nazionale universitaria allenata da Daniele Arrigoni dovrebbe misurare la propria modestia con quella di avversarie della sua stessa fascia, senza escludere di bissare l’oro vinto a Palermo nel ’97, con storico golden gol siglato ai supplementari da un Luca Ulivi passato per questo motivo alla patria storia del football. Ambizioni più fondate si librano invece dalle schiacciate della notevole squadra di volley femminile, mentre il fattore campo, da sempre importante nelle infuocate sfide di pallanuoto, potrà dare le ali sia agli azzurri che alle azzurre di uno sport dove impazzano i colpi bassi. Nei quali, si sa, ce la caviamo da sempre.

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