Stefano Ferrio

Universiadi, chi sono gli italiani favoriti per l'atletica leggera

Universiadi, chi sono gli italiani favoriti per l’atletica leggera

Dall’ostacolista Ayomide Folorunso e sulla discobola Daisy Osakue, fino al fondista Iliass Aouani e al maratoneta Michele Antonelli: ecco chi può regalarci una medaglia.

06 Luglio 2019 10.30

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Nell’atletica leggera, queste di Napoli si annunciano come le Universiadi degli afro-italiani. Infatti, spulciando tra i favoriti e gli outsider alla vigilia delle gare, previste fra l’8 e il 14 luglio, i riflettori sono puntati innanzitutto sulla ostacolista Ayomide Folorunso e sulla discobola Daisy Osakue.

AYOMIDE FOLORUNSO PUNTA ALL’ORO NEI 400 A OSTACOLI

Nata ad Abeokuta, in Nigeria, nel 1996, Ayomide Folorunso è emigrata bambina in Italia assieme ai genitori, andando ad abitare a Fidenza, in provincia di Parma. Da studentessa di medicina, porta in pista tutto il peso di una “nata per vincere”, come si è visto alle scorse Universiadi di Taipei, dove ha conquistato l’oro nei 400 ostacoli.

Da sinistra, Ayomide Folorunso e Maria Enrica Spacca.

Forte di un record personale, 55″16, che la pone al quarto posto di sempre fra le italiane, Ayomide Folarunso si presenta ai blocchi di partenza del San Paolo con l’esplicita intenzione di fare il bis davanti al pubblico dei propri connazionali. Grandi chance per lei anche nella staffetta 4×400, dove l’Italia parte tra le favorite, potendo contare su una squadra di specialiste che sulla carta è da podio olimpico.

DAISY OSAKUE, VOGLIA DI RIVINCINTA CONTRO I RAZZISTI

Quanto a Daisy Osakue, nata a Torino nel 1996 da genitori nigeriani, è la stessa Daisy che un anno fa ha commosso più di qualcuno agli Europei di Berlino, dove si è presentata un mese dopo essere stata centrata nottetempo dall’uovo scagliatole da una macchina in corsa: aggressione forse di ispirazione razzista, in seguito alla quale le viene diagnosticata un’abrasione alla cornea.

Daisy Osakue durante la presentazione della squadra azzurra in partenza per i campionati europei di atletica leggera di Berlino, Centro Sportivo Giulio Onesti, Roma, 3 agosto 2018. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Ripresasi in tempo dall’infortunio, la discobola gareggiò in Germania centrando contro ogni pronostico un quinto posto da sogno, grazie a un lancio di 59,32 metri. Da allora le sue prestazioni sono ulteriormente migliorate, fino al 61,35 ottenuto ad Abilene, in Texas, stato americano dove frequenta, da studentessa di criminologia, la Angelo University. Si tratta della seconda prestazione italiana di sempre, dopo il 63,66 del record nazionale ottenuto da Agnese Maffeis nel 1996, ed è quanto basta per proiettarla in zona medaglie.

ILIASS AOUANI, POSSIBILE OUTSIDER NELLA CORSA DA FONDO

In campo maschile, a ruolo di sorpresa assoluta si candida Iliass Aouani, ventiquattrenne milanese di origini marocchine, studente di ingegneria edile, nonché specialista delle corse da fondo, all’università californiana di Palo Alto. Qui si cimenta ogni anno nei 10 mila metri allo Stanford Invitational, classico meeting primaverile: il risultato cronometrico colto lo scorso marzo è un 28’35″36, che migliora di ben 54 secondi il tempo ottenuto nell’edizione precedente della gara, ponendolo al secondo posto fra gli italiani in attività, preceduto solo da Yemaneberhan Crippa.

Iliass Aouani.

Quanto al resto della squadra italiana, è il caso di dire che ormai “sfreccia” in area podio Luminosa Bogliolo, ventiquattrenne ligure di Alassio, studentessa di veterinaria con un debole per le barriere da superare, come dimostrato dal fantastico crescendo cronometrico compiuto da un anno a questa parte nei 100 ostacoli, dove ha appena centrato un record personale di 12″78. che è tempo di assoluto valore europeo.

Nel peso maschile, se le misure si allineeranno attorno ai 20 metri, non va esclusa la zampata del reatino Sebastiano Bianchetti

Nel peso maschile, se le misure si allineeranno attorno ai 20 metri, non va esclusa la zampata di un outsider come il reatino Sebastiano Bianchetti, 23 anni, struttura psicofisica altamente competitiva, come testimonia il terzo posto agguantato nella Coppa Europa 2018 con 19,78. Solo che adesso sa di poter osare ancora di più, il “caterpillar” laziale delle pedane (eccelle anche nel disco), dopo il 20,17 centrato lo scorso giugno a Conegliano.

IL MIRACOLO DI MICHELE ANTONELLI, DAL COMA ALLE VITTORIE

Difficile infine non tifare per un “resuscitato” come Michele Antonelli, che tenterà la via delle medaglie nella 20 chilometri di marcia. Venticinquenne marchigiano di Macerata, nell’estate del 2012 Michele resta vittima di un terribile incidente occorsogli mentre lavora come giardiniere, travolto da una pala meccanica che gli perfora il fegato, riducendolo in fin di vita. Dopo tre giorni di coma, la sua dura tempra di atleta la spunta sulla morte, consegnandolo però a una riabilitazione lunga e difficile, iniziata senza nemmeno riuscire a camminare, ma animata da un incrollabile, vitalissimo desiderio di dedicarsi alla marcia.

Michele Antonelli.

Viste le premesse, i risultati sono già strabilianti alla vigilia di queste Universiadi: titolo italiano 2016 nella 50 chilometri, un bronzo e un argento nella Coppa Europa del 2017. Studente di scienze motorie, Antonelli ha comunque il pass per i prossimi Mondiali del Qatar, in ottobre, e punta ovviamente a coronare il proprio sogno olimpico marciando a Tokyo 2020.

ANCHE MENNEA E SIMEONI HANNO COMINCIATO ALLE UNIVERSIADI

E poi occorre ricordare che le Universiadi, a cui partecipano soprattutto studenti di livello “alto-amatoriale”, in mezzo ai quali si mescola una minoranza di professionisti, sono Giochi “ignoranti” fatti a misura di eroi per un giorno, spuntati fuori dal livellamento generale. Tanto è vero che, nell’albo d’oro delle vittorie azzurre, nomi notissimi, come Pietro Mennea e Sara Simeoni, si avvicendano a perfetti sconosciuti, come Gaetano Dalla Pria, oro nel lancio del disco a Porto Alegre 1961, o a Claudio Patrignani, sul podio più alto nel 1992 a Edmonton dopo avere vinto i 1.500 metri. A Napoli 2019 si cercano anche i loro eredi.

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