Le storie dei volontari delle Universiadi di Napoli

Stefano Ferrio

Le storie dei volontari delle Universiadi di Napoli

Sono 5 mila, arrivano da tutto il mondo e tengono in piedi la macchina organizzativa dell'evento. Le loro voci.

09 Luglio 2019 19.12
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«È stata la mia prima Universiade, peccato sia anche l’ultima, perché l’atmosfera che si respira qui in Campania è qualcosa di unico», dichiara Chiara Di Marziantonio, 23 anni, laziale di Cerveteri, studentessa di Scienze dell’alimentazione, tradendo quel filo di commozione che forse non ci si aspetta da una tiratrice. Una che, tanto per metterne a fuoco tempra e capacità di concentrazione, al poligono di Benevento ha appena vinto l‘oro nella specialità dello skeet – tiro a volo effettuato in movimento – scollandosi di dosso la kazaka Zoya Kravchenko solo all’ultimissimo giro di piattelli, grazie a 55 crash contro 53.

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UN ESERCITO DI ATLETI E VOLONTARI

Eppure, queste Universiadi napoletane, le 30esime estive nella storia dei Giochi studenteschi inventati 60 anni fa dal genio di un dirigente sportivo come Primo Nebiolo, già adesso, che siamo appena a metà delle giornate di gara, promettono nostalgia ai loro 11 mila partecipanti. Cifra a quattro zeri per ottenere la quale occorre fare la somma fra i 6 mila atleti iscritti, provenienti da 118 Paesi, e i 5 mila volontari, altrettanto giovani, a cui viene affidata buona parte della quotidiana macchina organizzativa.

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La fiaccola delle Universiadi Napoli 2019 davanti alla Reggia di Caserta.

LA BELLEZZA E LA MAGIA DI NAPOLI

«Un po’ c’entrerà anche Napoli, la sua bellezza e la sua magia, ma il più viene creato dagli incontri, e dalle esperienze condivise fra tutti questi ragazzi», spiega Enrico Maria Borrelli, presidente dell’Amesci, associazione vincitrice del bando per la gestione del servizio volontari a Napoli 2019, nonché presidente del forum nazionale del servizio civile. «Ogni ora, ogni minuto, qui accadono piccole, grandi cose che nessuno potrà mai raccontare», continua Borrelli, «come la grande cena dell’altra sera al Circolo Italia, invitati centinaia fra atleti e delegati vari. Alla fine, senza che nessuno glielo dicesse, i volontari hanno messo assieme quanto di buono era avanzato per portarlo ai senzatetto della galleria Umberto».

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MYRIAM E QUEI 1.000 DOLLARI RECUPERATI

Volontaria è Myriam De Lucia, 23 anni, iscritta a Giurisprudenza alla Luiss di Roma, protagonista di un lungo e imprevisto post-partita allo stadio della sua città, Caserta, dove per il torneo di calcio si incontravano quella sera Uruguay e Irlanda, impattando alla fine sull’1-1. «Mentre il pubblico ancora sfollava», racconta Myriam, «io e un collega abbiamo trovato vicino alla tribuna una mazzetta da 1.000 dollari. Da quel momento, dopo che ci siamo rivolti ai carabinieri, è iniziata la ricerca del proprietario di tutti quei soldi, finché è saltato fuori, non ho capito se era un calciatore uruguagio o un suo parente, so solo che la vicenda si è risolta bene».

Reka Szabina, volontaria ungherese e pattinatrice.

REKA SZABINA E IL SOGNO DI DIVENTARE MANAGER SPORTIVO

Volontaria è anche Reka Szabina Torok, arrivata in Campania dall’Ungheria dopo che due anni fa, a Taipei, ha partecipato da pattinatrice alle Universiadi precedenti. Due i suoi obiettivi: conoscere a fondo Napoli e fare esperienze sul campo utili alla sua futura carriera di manager sportiva. Non è invece volontario in senso stretto, ma uno che fortissimamente ha voluto gareggiare a questi Giochi Ahmed Mouhan, 20enne tennista unico rappresentante, venuto a proprie spese, di un Paese come la Libia, dilaniato da un’incessante guerra civile. Durante la sfilata della cerimonia inaugurale lo si è visto passare da solo, con la propria bandiera.

Erika Seyama, saltatrice in alto.

Grande successo anche per Erikah Seyama, 25enne saltatrice in alto del neonato regno africano di Eswatini, ex Swaziland, già eletta miss Universiadi. «Un po’ è dipeso anche dalla lunghissima parrucca nera», ha confessato lei che di solito porta i capelli corti e ossigenati, aggiungendo che intende costruirsi una carriera manageriale una volta laureatasi in Economia all’università sudafricana di Pretoria. Scherzano, a volte flirtano, altre volte ancora giocano, questi giovani magari non destinati al professionismo, ma amanti della competizione.

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