L’Università di Fiesole vuole rinominare la festa di Natale togliendo il riferimento cristiano

L'Istituto vuole «garantire che la celebrazione di festività e ricorrenze sia comunicata con un linguaggio inclusivo, riconoscendo le diverse religioni e credenze». Centrodestra e Italia viva si oppongono chiedendo che venga rispettata la tradizione cattolica italiana.

L’Università di Fiesole vuole rinominare la festa di Natale togliendo il riferimento cristiano

Con l’avvicinarsi del Natale tornano, come ogni anno, le polemiche legate a ogni iniziativa che potrebbe sembrare in contrasto con la tradizione cattolica italiana. L’Istituto universitario europeo di Fiesole, Firenze, è finito al centro delle polemiche per via della volontà espressa del suo presidente di rinominare la festa di Natale in “festa d’inverno”, eliminando dunque il riferimento cattolico della stessa, nella logica del Piano per l’uguaglianza etnica e razziale dell’Eui. Con questa mossa, l’istituto vorrebbe rendere più inclusiva la festività che, come da prassi, è inserita nel calendario accademico. La proposta, come detto, ha innescato molti pareri contrari, soprattutto da parte delle forze politiche più conservatrici – si legga Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – ma anche di quelle più progressiste come Italia viva.

Per l’Università di Fiesole serve più inclusione

L’Università di Fiesole, tuttavia, ha chiarito di non voler cancellare le celebrazioni delle feste religiose e che «non sono previsti cambiamenti nell’organizzazione della festa di fine anno, in cui sono tradizionalmente numerosi i riferimenti alle festività di Natale, che fanno parte del patrimonio culturale europeo». Ha così spiegato i motivi della proposta di rinominare la festa: «Noi accogliamo un numero crescente di studenti del mondo intero. Questo ambiente autenticamente internazionale necessita di una politica di inclusione delle diverse culture». Nel Piano per l’uguaglianza etnica e razziale 2023-2026 dell’Istituto si legge: «Le diverse osservanze religiose e culturali che sono rappresentate all’Iue saranno riconosciute nel calendario degli eventi e delle attività correlate. Si presterà attenzione a garantire che la celebrazione di festività e ricorrenze sia comunicata con un linguaggio inclusivo, riconoscendo le diverse religioni e credenze».

FdI: «Decisione completamente fuori luogo»

Contro la proposta dell’Istituto universitario europeo di Fiesole si è schierata Fratelli d’Italia, con la consigliera della città metropolitana di Firenze, Alessandra Gallego, che ha detto: «Se il presidente dell’Iue vuole annullare il Natale, allora si trovi anche un’altra sede per svolgere la sua attività. Ha la propria sede nella Badia fiesolana, un luogo dove nel passato sorgeva l’oratorio dedicato ai santi Pietro e Romolo (patrono di Fiesole). Questa decisione sembra completamente fuori luogo e dimostra una mancanza di rispetto per le tradizioni italiane e per il significato profondo che il Natale ha per tantissime persone». Alle parole di Gallego hanno fatto eco quelle del capogruppo di FdI nel Consiglio regionale della Toscana, Francesco Torselli: «2 mila anni di radici cristiane non si cancellano con una circolare».

Francesco Torselli e Alessandra Gallego, esponenti toscani di Fratelli d'Italia
Francesco Torselli e Alessandra Gallego, esponenti toscani di Fratelli d’Italia (Facebook).

Le critiche di Forza Italia e Lega, ma anche di Italia viva

Contrarie sono anche le altre forze di centrodestra. Il capogruppo in Consiglio regionale di Forza Italia, Marco Stella, ha detto: «Questa non è laicità ma laicismo. Una sana laicità prevede pluralismo e dialogo, non la cancellazione della storia e dell’identità. Fa un po’ sorridere, oltretutto, vedere che questa idea arriva da un istituto universitario che ha sede in uno storico convento cattolico». Sulla stessa linea di pensiero anche l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi, che ha chiesto all’Università di Fiesole di fare un passo indietro: «Questa proposta apparentemente sconclusionata risponde in realtà a un’ondata di pensiero politicamente corretto che mira a cancellare i tratti distintivi della nostra civiltà in nome di un presunto rispetto delle altre culture. Ma non ci può essere rispetto per gli altri se non impariamo a rispettare innanzitutto noi stessi».

Se le critiche arrivate da FdI, FI e Lega non stupiscono, diversa è la reazione con Italia viva, con il suo esponente Gabriele Toccafondi che ha sottolineato come, dal suo punto di vista, non si crei rispetto «eliminando la nostra storia». Poi ha precisato: «Ogni tanto qualcuno chiede di abolire il Natale, i segni cristiani, il crocifisso (nel merito era intervenuta anche la Cassazione), perché si motiva: così si rispettano le varie osservanze religiose e culturali. Non è così. Non è eliminando la nostra storia, cultura, la nostra fede, ciò che ci distingue, che si crea rispetto. Se a fare la proposta è un Istituto universitario, come quello europeo di Fiesole, la cosa dispiace ancora di più. A Fiesole di questo passo dovrebbero oscurare tutte le finestre, perché a guardare vedrebbero campanili, chiese, cupole, croci che coerentemente per i censori della storia e della presenza attuale, dovrebbero essere nascoste per rispettare le diverse osservanze».