Università di Torino, la protesta delle studentesse: «Violenza di genere strutturale nell’Ateneo»

Redazione
07/02/2024

Le giovani hanno segnalato molestie fisiche e verbali da parte di professori, dipendenti e colleghi. Inoltre, lamentano la scarsa efficacia del Comitato unico di garanzia, preposto a raccogliere le denunce. Non una di meno: «L'organo che si dovrebbe occupare delle discriminazioni non fa abbastanza. Ci auto-organizzeremo».

Università di Torino, la protesta delle studentesse: «Violenza di genere strutturale nell’Ateneo»

Martedì mattina un centinaio di studentesse dell’Università di Torino sono scese in strada denunciando una presenza strutturale della violenza di genere all’interno dell’Ateneo. «Un professore mi ha accarezzato la gamba per complimentarsi con me durante un consiglio di dipartimento». «Non sapevo a chi rivolgermi e non ho detto nulla della molestia verbale subita dal dipendete della biblioteca che ci ha provato con me facendo battute sul mio aspetto». «Ero dottoranda, durante una conferenza del dipartimento, un ricercatore che lavora a filosofia, G. C., mi disse “come puoi pretendere di essere ascoltata se sei così scosciata”», sono solo alcune delle segnalazioni raccolte dall’Assemblea Transfemminista Universitaria, realtà nata in seguito al femminicidio di Giulia Cecchetin. Le frasi sono state scritte su dei biglietti anonimi appesi sui muri dell’università durante la protesta.

Le studentesse: «Il Cug non funziona: su 50 segnalazioni ricevute solo una ha avuto seguito»

Su uno dei biglietti appesi, si legge forse l’elemento più preoccupante di questa storia: «Non sapevo a chi rivolgermi e non volevo espormi per paura di essere considerata esagerata». «UniTo è complice della violenza strutturale che c’è all’interno del mondo universitario», accusa l’assemblea delle studentesse, sostenendo inoltre che il Cug, il Comitato unico di garanzia incaricato della raccolta delle denunce, «non funziona: delle 50 segnalazioni arrivate solo una ha avuto seguito». Secondo le studentesse, il problema risiede «nell’estrema burocratizzazione dell’iter, che contribuisce a tenere nascosti gli episodi».

Università di Torino, la protesta delle studentesse: «Violenza di genere strutturale nell'Ateneo»
La manifestazione a Roma di Non una di meno in occasione del 25 novembre (Imagoeconomica).

Non una di meno annuncia l’apertura di un osservatorio in sostegno alle studentesse

Nel tentativo di colmare questo vuoto, Non una di meno ha annunciato l’intenzione di aprire un osservatorio di sostegno e ascolto per le studentesse vittime di molestie: «Abbiamo raccolto attraverso un questionario alcune testimonianze di violenze subite, che sono state riportate al Comitato unico di garanzia, organo dell’università che si dovrebbe occupare delle discriminazioni, ma non è stato fatto niente. Quindi ora la parola la prendiamo noi e ci auto-organizzeremo». Secondo l’associazione ci sarebbero state vittime di molestie in vari dipartimenti.

Il rettore Stefano Geuna esprime solidarietà alla protesta

Il rettore Stefano Geuna ha espresso la sua solidarietà alla protesta delle studentesse, sottolineando che «dentro l’università, come in ogni altro ambito del nostro vivere civile, non deve trovare spazio alcuna forma di violenza sulle donne. UniTo unisce la sua voce a quella di studentesse e studenti che questa mattina hanno denunciato episodi che non devono più accadere».