Uomini in corsa

Marianna Venturini
01/02/2011

I candidati per gli 11 posti di governo vacanti.

Uomini in corsa

Non c’è scandalo che tenga, il governo va avanti. Se il Quirinale fa appello al senso di responsabilità, Silvio Berlusconi mantiene un profilo più basso e cerca di rilanciare la sua squadra. Con l’allargamento delle nomine, per esempio. Nell’esecutivo ci sono undici posti vacanti che non hanno ancora un titolare, primo fra tutti il ministero delle Politche europee lasciato libero da Andrea Ronchi  (leggi l’articolo). Ma anche i sottosegretari finiani che hanno rimesso l’incarico e il posto di Giovanni Vegas, sottosegretario all’Economia prima di salire al vertice Consob.
Intanto si punta a rafforzare l’esecutivo e a dare una scossa all’economia per rilanciare la fase due della legislatura. Per superare lo stallo è necessario premiare i Responsabili (leggi l’articolo), la terza gamba che ha permesso al governo di incassare la fiducia il 14 gennaio 2011 e proseguire il suo percorso. In pole position per prendere il posto di Ronchi dovrebbe esserci Saverio Romano. Il suo collega Silvano Moffa, invece, continuerà a fare il presidente della commissione Lavoro della Camera.
CENTRISTI E FINIANI. Sono in corsa anche l’ex finiana pentita Catia Polidori e il centrista Francesco Pionati. Anche Nello Mosumeci di La Destra è tra i candidati più probabili. Ambirebbe a qualcosa in più Massimo Calearo, come un posto di viceministro. Sulla stanchezza di Sandro Bondi, ormai svogliato dal ministero dei Beni culturali, si ragiona da tempo. Nonostante abbia incassato la fiducia alla Camera, Bondi potrebbe lasciare il suo dicastero. E la corsa alla successione è apertissima.
Il gruppo di Noi Sud ha già al governo Enzo Scotti, quindi Luciano Sardelli dovrebbe essere confermato come capogruppo di Iniziativa responsabile e sfuma anche la sua promozione.

Tra nuovi nomi e ritorni il premier cerca la stabilità

Potrebbe abbandonare il ruolo di semplice deputata anche Nunzia De Girolamo (leggi l’articolo), una protagonista degli ultimi dibattiti televisivi. Un’altra speranza, in termini più complessivi di maggioranza è affidata al passaggio di Luca Barbareschi, da Futuro e libertà alla casa madre del Pdl.
Intanto l’1 febbraio 2011 è stato convocato un vertice del Pdl. Sul tavolo, oltre al rilancio su giustizia, fisco e federalismo ci saranno proprio le nomine pendenti. Il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni in un’intervista  ha detto che «l’ottimismo di Berlusconi si basa su fatti concreti: i numeri in Parlamento sono dalla sua» e ha spiegato che ci sono «incarichi di governo da ricoprire per i quali occorre fare le nomine. E sono certo che Berlusconi saprà utilizzare i tempi e i modi che più sono opportuni».