Uova al fipronil, due positività anche in Italia

Redazione
21/08/2017

Due casi di uova contaminate dal fipronil sono stati rilevati anche in Italia. Ministero della Salute e carabinieri del Nas...

Uova al fipronil, due positività anche in Italia

Due casi di uova contaminate dal fipronil sono stati rilevati anche in Italia. Ministero della Salute e carabinieri del Nas hanno analizzato 114 campioni, sia tra prodotti in vendita nei supermercati, sia negli allevamenti, per verificare l'eventuale presenza dell'insetticida su uova, prodotti derivati e alimenti che li contengono (leggi anche: Uova contaminate, cosa sappiamo sul caso che spaventa l’Europa).

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L'attività delle autorità sanitarie centrali e periferiche prosegue, anche alla luce di quanto concordato nel corso di una riunione di verifica e coordinamento che si è tenuta il 21 agosto presso il ministero della Salute.

LA COLDIRETTI: «FARE I NOMI DELLE AZIENDE COINVOLTE». Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ospite del meeting di Rimini di Comunione e liberazione, ha chiesto di fare i nomi delle aziende coinvolte, pubblicare come in Francia l'elenco dei prodotti coinvolti e togliere il segreto sulla loro destinazione finale, rendendo pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall'estero. La Coldiretti, inoltre, precisa che lo scandalo delle uova contaminate riguarda «esclusivamente quelle importate dall'estero» e ricorda che le uova italiane possono essere riconosciute poiché è presente l'indicazione di origine su ogni guscio, anche se «è necessario migliorarne la visibilità, scrivendo chiaramente per esteso, anche su confezioni e cartoni, da dove arrivano».

COME RICONOSCERE LA PROVENIENZA DELLE UOVA. Sul guscio delle uova di gallina, ricorda la Coldiretti, c'è un codice che con il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento: 0 per biologico, 1 all'aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie; la seconda sigla indica il Paese d'origine (ad esempio IT per l'Italia), seguono le indicazioni relative al codice Istat del Comune, alla sigla della Provincia e, infine il codice distintivo dell'allevatore. La produzione italiana di 12,9 miliardi di uova «è sicura», ma il nostro Paese «ha importato dall'Olanda 610 mila chili di uova in guscio di gallina nei primi cinque mesi del 2017», ai quali si aggiungono anche «648 mila chili di derivati», mentre non sono quantificabili «gli alimenti venduti come paste e dolci realizzati con le uova a rischio».