Uova e vernice rossa erano uno scherzo

Redazione
13/10/2010

Non era un attentato né un blitz. L’attacco con uova e vernice rossa, che la mattina del 13 ottobre ha...

Uova e vernice rossa erano uno scherzo

Non era un attentato né un blitz. L’attacco con uova e vernice rossa, che la mattina del 13 ottobre ha colpito una sede della Cisl alla periferia di Roma, non c’è stato. «In un paese di buffoni, uno scherzo svela molte verità. E di certo stanotte non vi abbiamo fatto alcun blitz di comunicazione», con questo messaggio Generazione P. Precaria ha smentito l’azione di disturbo. Le foto che sono state diffuse ritraevano invece un portone imbrattato indicato come ufficio periferico della Cisl. Una sede inesistente.
Dopo un attacco falso, subito è stato confermato uno vero: quello contro la sede della Garbatella, in via Guglielmo Massaia, dove è stata fatta una scritta con vernice rossa sulla porta d’ingresso: «Meglio un uovo oggi che senza diritti domani», è stata la rivendicazione di Quelli con la r moscia. Il muro sotto le finestre è imbrattato di nero. Inoltre, è stata staccata la targa della sede. Un altro blitz quindi dopo quello del 6 ottobre nella sede nazionale di via Po a Roma (leggi l’articolo).
A commentare il fatto è stato il segretario generale della Cisl di Roma, Mario Bertone: «Si tratta di un atto ignobile e intollerabile che offende la dignità di milioni di lavoratori che quotidianamente s’impegnano e lavorano all’interno del sindacato per difendere i diritti e il posto di lavoro» ha detto, «invito tutti a partecipare al sit-in di oggi 13 ottobre alle 16 di fronte alla sede imbrattata».
Anche il vice segretario generale della Cgil ha commentato l’accaduto: «Sono gesti autoritari e antidemocratici. Colpire la sede di un sindacato», ha spiegato la leader sindacale a margine di un convegno dell’Auser in corso a Venezia, «significa colpire milioni di lavoratori, non rispettare la scelta libera e democratica di lavoratori che hanno scelto di iscriversi a un sindacato».