Cairo taglia cinque testate, proteste dei giornalisti

Redazione
17/01/2024

Chiusura a partire da marzo delle riviste Airone, For Men, In Viaggio, Bell’Europa e Antiquariato: stato di crisi con cassa integrazione finalizzata a piani di prepensionamento. L’editore assicura i redattori che non ci saranno licenziamenti, ma un ricollocamento di tutti gli esuberi. Il Cdr dei periodici: «Si poteva fare ricorso all'online. C'è forte preoccupazione».

Cairo taglia cinque testate, proteste dei giornalisti

Che farà Urbano Cairo da grande? Per ora taglia. Non le sue interviste più o meno quotidiane sui giornali di proprietà, Corriere della sera e La Gazzetta dello Sport, ma cinque testate. Le taglia come fossero rami secchi, sospendendo le pubblicazioni: addio quindi a partire da marzo alle riviste Airone, For Men, In Viaggio, Bell’Europa e Antiquariato.

Cairo tra ambizioni in politica e taglio delle spese

Il patron di La7, Rcs e del Torino calcio aveva appena fatto parlare di sé per quella tentazione che ciclicamente affiora di scendere in politica: «Io sindaco di Milano? Perché no, la adoro, è la mia città!», aveva detto. Certo, il contesto era informale e il clima scherzoso, trattandosi di un intervento a Un giorno da pecora, la trasmissione radiofonica su Rai Radio 1 condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Però qualcuno l’ha presa comunque sul serio, tipo l’attuale sindaco di Milano Beppe Sala: «Non è un uomo che vive di battute, ma è persona estremamente concreta, è possibile che l’intenzione ci sia». Del resto già in passato per lui si era parlato di un’ambizione politica, sulle tracce del suo mentore Silvio Berlusconi, magari a capo di un non meglio precisato polo centrista. Sondaggi commissionati dallo stesso Cairo avevano restituito segnali incoraggianti. Tra i progetti balenati in testa c’era anche il possibile acquisto di Mediaset. Per ora, più che comprare però si vende.

Cassa integrazione finalizzata a piani di prepensionamento

Una nota del Comitato di redazione – l’organo sindacale dei giornalisti – dei periodici di Cairo Editore ha riportato la notizia dell’apertura di uno stato di crisi con la richiesta dell’azienda di una cassa integrazione finalizzata a piani di prepensionamento. L’editore avrebbe però assicurato ai redattori che non ci saranno licenziamenti, con l’intenzione di ricollocare tutti gli esuberi.

Alcuni giornali avevano raggiunto il traguardo dei 500 numeri

Ecco nel dettaglio la nota: «Il giorno 16 gennaio 2024 la Cairo Editore ha convocato le rappresentanze sindacali per comunicare la decisione di sospendere a partire dal numero di marzo cinque testate storiche: Airone, Antiquariato, Bell’Europa, For Men e In Viaggio. Giornali che in questi anni hanno contribuito al successo dell’editore Urbano Cairo, molte dei quali hanno superato il ragguardevole traguardo dei 500 numeri».

Contestate modalità e tempistiche: «Si poteva fare ricorso all’online»

E ancora: «Contestualmente, per la prima volta nella storia della Cairo Editore Spa, viene richiesto un piano di ristrutturazione in presenza di crisi, con cassa integrazione finalizzata a piani di prepensionamento». Una decisione contestata anche per le tempistiche: «È stata resa nota peraltro con anticipo molto stretto sia a noi che a tutti i nostri lettori e non comprendiamo come mai non sia stato possibile trovare altre soluzioni, che prevedessero un rilancio di queste testate, magari facendo ricorso all’online».

I giornalisti: «Esprimiamo una forte preoccupazione per il futuro»

Infine: «L’azienda ci ha espresso la sua volontà di ricollocare tutti gli esuberi, decisione che accogliamo, ovviamente, con favore. Le Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria, ndr) si augurano tuttavia che vengano salvaguardate e valorizzate al meglio le competenze delle singole professionalità e che venga su questo punto aperto un ampio confronto. Esprimiamo, comunque, una forte preoccupazione per il futuro della Cairo Editore, augurandoci che l’azienda metta in campo tutte le risorse possibili per rilanciare le testate rimanenti e assicurare loro un solido avvenire».