La prima giornata di colloqui Usa-Cina sui dazi è stata un flop

I negoziati sono rimasti al palo. Ed è scattato così l'aumento delle tariffe su 200 miliardi di dollari di beni made in China, dal 10% al 25%.

10 Maggio 2019 05.11
Like me!

Fumata nera tra Washington e Pechino. È scattato alla mezzanotte di Washington (le 6 del mattino in Italia) del 10 maggio l'aumento dei dazi Usa su 200 miliardi di dollari di beni 'made in China', dal 10% al 25%.

Nella capitale statunitense si continua a trattare e nelle prossime ore torneranno a vedersi le due delegazioni guidate da una parte dal responsabile Usa al commercio Robert Lighthizer e dal segretario al Tesoro americano Steve Mnuchin, e dall'altra dal vice premier cinese Liu He. La prima giornata di colloqui, però, non ha portato all'auspicato accordo per evitare le nuove misure volute da Donald Trump. Con ripercussioni immediate sui mercati. Secondo quanto riferito a Bloomberg da una fonte qualificata, la prima giornata «ha prodotto piccoli progressi, se non nulli». E all'orizzonte s'intravede il rischio di una escalation.

TRUMP SI PREPARA A FAR SCATTARE ALTRI DAZI

A ricarare la dose c'ha pensato lo stesso presidente Usa via Twitter: «È solo l'inizio», ha detto agitando lo spettro di ulteriori dazi al 25% sui restanti 325 miliardi di beni 'made in China' importati negli Usa. «I dazi renderanno il nostro Paese molto più forte, non più debole», ha aggiunto il tycoon replicando a chi dice che l'escalation finirà per danneggiare l'economia e i consumatori americani. «Le trattative», ha aggiunto, «proseguono in maniera molto cordiale, ma la Cina non può negoziare un accordo con gli Usa all'ultimo minuto, questa non è l'amministrazione Obama o l'amministrazione di Sleeping Joe», ha detto riferendosi anche a Joe Biden soprannominato dal tycoon "morto di sonno".

ESCALATION ALL'ORIZZONTE. LA CINA: «NECESSARIE CONTROMISURE»

La Cina, infatti, ha assicurato che adotterà le «necessarie contromisure» in risposta all'entrata in vigore dei dazi Usa. Il ministero del Commercio ha espresso in una nota «profondo rammarico» e rimarcato la speranza che, con l'undicesimo round negoziale in corso a Washington, le parti lavorino insieme e collaborino per risolvere i problemi esistenti attraverso la cooperazione e le consultazioni per «ritrovarsi a metà strada». Dalla capitale statunitense, il vice premier Liu He ha commentato spiegando che ulteriori dazi «non sono la soluzione del problema»: «Questi aumenti sono dannosi per la Cina, per gli Stati Uniti e per il mondo intero. Non dovremmo colpire persone innocenti. Quindi speriamo si trovi un modo ottimale per risolvere questo problema».

«SPERIAMO DI INCONTRARCI A METÀ STRADA»

Rapporti «stabili e in salute» tra Usa e Cina «sono nell'interesse di tutti», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang che ha auspicato che le parti «lavorino insieme per costruire una relazione bilaterale di coordinamento, cooperazione e stabilità. A tal proposito, «speriamo che gli Usa possano incontrarci a metà strada», ha aggiunto Geng.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *