Usa, Deutsche Bank nei guai

Usa, Deutsche Bank nei guai

18 Agosto 2012 16.41
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Un altro enorme scandalo è pronto a colpire la finanza mondiale, e il teatro è sempre lo stesso: gli Stati Uniti d’America.
Sotto la lente di ingrandimento degli organi di vigilanza stavolta sono finite una delle più grosse banche del mondo e due tra le agenzie di rating più potenti.
Si tratta del colosso Deutsche Bank, di Moody’s e di Standard & Poor’s.
BANCHE EUROPEE NEL CICLONE. Per la banca tedesca l’ipotesi di reato, condivisa da altri istituti di credito europei i cui nomi sono ancora ignoti, è di riciclaggio di denaro sporco.
Le due agenzie di rating invece devono comparire in giudizio con l’accusa di frode nella vicenda dei mutui subprime.
mentre le due agenzie americane dovranno comparire in giudizio con l’accusa di frode nella vicenda dei mutui subprime.
Nell’indagine su Deutsche Bank sono impegnati l’ufficio del Tesoro Usa per il controllo di asset esteri, la Federal reserve, il ministero della Giustizia e la procura di New York.
IL CASO DEUTSCHE BANK DOPO STANDARD CHARTERED. A quanto è trapelato da fonti vicine alla magistratura, l’intenzione delle autorità di vigilanza è quella di concentrarsi sulla banca tedesca dopo aver chiuso il caso Standard Chartered, la banca britannica accusata di aver nascosto 250 miliardi di dollari di transazioni con l’Iran che ha accettato di pagare una multa di 340 milioni di dollari trovando così un accordo con il dipartimento Servizi finanziari di New York e conservando la licenza per operare negli Usa.
Deutsche Bank al momento non ha rilasciato nessun commento sull’inchiesta, ma ha precisato che «nel 2007 la banca prese la decisione di non fare più affari con i governi di Siria, Iran, Sudan e Nord Corea e mettere fine a tutti i rapporti esistenti con questi Paesi entro il limite legalmente possibile».
RATING GONFIATI. L’accusa per Moody’s e Standard & Poor’s è invece quella di aver assegnato «rating gonfiati» a titoli venduti da Morgan Stanley e garantiti dai mutui subprime.
Shira Scheindlin, giudice distrettuale di New York, ha infatti respinto il ricorso delle due agenzie di rating che chiedevano di liquidare il caso, accettando invece la richiesta degli investitori istituzionali, avviata nel 2008, di citarle in giudizio.
I legali di questi ultimi, fra cui l’Abu Dhabi Commercial Bank, si sono detti «soddisfatti che il giudice dopo aver esaminato le prove ha riconosciuto il valore delle nostre accuse contro le agenzie di rating».
Il compito di stabilire se i rating assegnati da Moody’s e S&P alle obbligazioni erano «inappropriati», spetta a una giuria di un tribunale di Manhattan.

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