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Usa-Iran, le ultime notizie sulla crisi

Usa-Iran, le ultime notizie sulla crisi

Gli Stati Uniti lanciano un cyber-attacco contro Teheran e dal 24 giugno partono nuove sanzioni. Deputati iraniani cantano «Morte all’America».

23 Giugno 2019 09.39

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Sospesi tra la voglia di distensione e pace e venti di guerra. Le parole di Donald Trump, che nella giornata del 22 giugno aveva proposto «un nuovo accordo» con Teheran arrivando persino a rispolverare e adattare il suo slogan elettorale in un esotico «Let’s make Iran great again» sembrano lontanissimi dai fatti che nelle ore seguenti non hanno fatto che aumentare ulteriormente il livello di tensione tra i due Paesi dopo l’abbattimento del drone americano il 20 giugno.

NUOVE SANZIONI DAL 24 GIUGNO

La condizione posta dal presidente americano per il nuovo accordo è chiara: gli ayatollah devono rinunciare ai loro progetti nucleari. «L’Iran non avrà mai la bomba atomica», aveva detto Trump, «e quando saranno d’accordo su questo io diventerò il loro migliore amico». Intanto però, dal momento che su quel fronte Teheran non sembra muoversi, sono pronte nuove sanzioni a partire da lunedì 24 giugno e proseguono gli atti che portano venti di guerra.

CYBER-ATTACCO USA CONTRO

Gli Stati Uniti hanno infatti lanciato un cyber-attacco contro un gruppo di intelligence iraniano che gli 007 Usa credono sia dietro all’attacco alle petroliere nel Golfo del’Oman. Lo ha riportato il New York Times. L’operazione dello Us Cyber Command è avvenuta lo stesso giorno in cui il presidente Donald Trump ha fermato i raid aerei contro stazioni radar e batterie missilistiche in Iran. Il cyber attacco lanciato dagli Usa giovedì 20 giungo contro l’Iran ha disabilitato i sistemi informatici di controllo dei lanciamissili iraniani. Secondo gli esperti, è tuttavia difficile stimare l’entità dei danni prodotti.

I DEPUTATI CANTANO «MORTE ALL’AMERICA»

E che i nervi siano tesissimi lo dimostra il fatto che i deputati iraniani hanno cantato lo slogan ‘morte all’America’ (‘marg bar Amreeka’ in farsi) durante una sessione del parlamento iraniano tenutasi il 23 giugno. «L’America è il vero terrorista che diffonde il caos, fornisce armi avanzate ai gruppi terroristici, e ancora dice ‘venite, negoziamo’», ha detto il vicepresidente del parlamento, Masoud Pezeshkian, scatenando la reazione di molti dei parlamentari presenti. Un’autentica beffa per Trump, che appena una settimana prima aveva lasciato intendere in un intervista a Fox che, grazie alla sua politica, in Iran non si intonava più quello slogan che invece si era sentito durante la presidenza Obama: «Non hanno più cantato morte all’America ultimamente».

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