Usa, merli morti per trauma

Redazione
28/01/2011

di Alessandro Carlini La fine del mondo può attendere. Non si trattava di un presagio apocalittico, come qualcuno aveva sostenuto...

Usa, merli morti per trauma

di Alessandro Carlini

La fine del mondo può attendere. Non si trattava di un presagio apocalittico, come qualcuno aveva sostenuto nell’America che tende troppo spesso a scambiare film catastrofisti, come 2012, con la realtà. No, la morte di circa 5 mila uccelli a Beebe, cittadina dell’Arkansas (guarda il video della moria di uccelli negli Usa) non è stata causata dall’avvicinarsi del giorno del giudizio secondo il calendario Maya ma da un fenomeno scientificamente spiegabile.
Per giorni negli Stati Uniti se ne erano sentite di tutte i colori. Gente terrorizzata che telefonava al 911, il numero di pronto intervento, chiedendo l’aiuto della polizia. Pseudoscienziati che avanzavano ogni tipo di teoria, dagli ufo ai campi magnetici.
LA VERITÀ SUI RADAR. Finalmente dopo la sbornia catastrofista è tornata la ragione. Come ha spiegato la tivù Abc, il merito della soluzione del mistero è da attribuire a Sidney Gauthreaux, biologo della Clemson University, che ha studiato sui radar meteo le immagini di alcuni stormi di uccelli che si sono alzati in volo da Little Rock, capitale dell’Arkansas, proprio la vigilia di Capodanno.
Si è trattato, come ha detto lo scienziato, di due distinte migrazioni: «La prima è avvenuta alle 22,20 e comprendeva circa 6-7 mila esemplari per chilometro cubo, poi alle 23,21 c’è stata la seconda ondata con una minore densità».
DISORIENTATI PER I BOTTI. Gli uccelli, quindi, facevano tutti parte degli stessi stormi ad altissima densità che lungo il loro volo sono incappati in qualcosa che li ha fatti morire. E a ucciderli, come ha confermato il rapporto ufficiale della Commissione dell’Arkansas per gli animali selvatici e i pesci, redatto grazie agli studi del bologo Gauthreaux, sarebbe stato un trauma improvviso e molto forte.
Gli animali, a causa dei fuochi d’artificio e i botti, sono andati a sbattere uno contro l’altro, vista la densità record di volatili per metro cubo, contro alberi, case, finestre e altri ostacoli che, smarrito l’orientamento, non erano più in grado di localizzare.
La prova è negli esami compiuti su decine di esemplari: tutti riportavano emorragie interne, il che escludeva virus, pesticidi e altre ipotesi fantasiose.
Oltre ai circa 5 mila merli trovati morti in Arkansas, accertamenti sono in corso su un’altra moria di piccoli uccelli in Louisiana: 500 merli sono stati trovati senza vita in uno stesso tratto di strada nella zona di Labarre, nella contea di Pintee Coupe, nel nord dello Stato al confine con l’Arkansas. Per i pesci le spiegazioni sono simili, sempre riconducibili a un trauma che ha colpito dei branchi molto numerosi. L’ipotesi inquinamento sarebbe però da escludere, visto che una sostanza tossica avrebbe colpito tutti i pesci e non solo quelli di un tipo.