Usa, più vicina la ratifica dello Start

Redazione
22/12/2010

La vittoria al Senato è a portata di mano. Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, dopo un lungo e...

Usa, più vicina la ratifica dello Start

La vittoria al Senato è a portata di mano. Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, dopo un lungo e difficile lavoro negoziale dietro le quinte, è riuscito a ottenere il 21 dicembre l’appoggio di una maggioranza di senatori, tra cui almeno nove dell’opposizione repubblicana, per la ratifica del Trattato Start Usa-Russia sul disarmo nucleare.
Salvo sorprese dell’ultimo minuto, Obama riuscirà quindi a chiudere l’anno con un bilancio più che positivo, e forse senza precedenti, ottenendo da un Congresso in uscita e quindi indebolito una serie di vittorie politiche non da poco dopo la batosta subita alle elezioni di metà mandato del 2 novembre.
LA TERZA VITTORIA. Oltre alla ratifica dello Start, una delle sue priorità assolute in politica estera, per ultimare il “reset” nelle relazioni Usa-Russia, Obama porta a casa anche la proroga degli sgravi fiscali decisi dal suo predecessore George W. Bush. Non solo, il presidente ha anche incassato il via libera al riconoscimento totale e completo degli omosessuali nelle Forze Armate Usa con l’abrogazione della norma “Don’t Ask Don’t Tell” in vigore da circa 17 anni. La nuova legge, voluta soprattutto dai democratici verrà firmata il 23 dicembre.
VOTO BIPARTISAN. A sbloccare la ratifica dello Start, che si preannuncia quindi come la seconda vittoria bipartisan per Obama in pochi giorni, è stato il sì di Lamar Alexander, il numero tre del partito repubblicano al Senato. Alexander ha cambiato idea ieri dopo avere ottenuto la garanzia, in una lettera inviatagli dal presidente stesso, che verranno investiti 85 miliardi di dollari in 10 anni per ammodernare l’arsenale nucleare Usa. Non si tratta di un caso: il senatore è del Tennessee, dove si trovano alcune delle strutture nucleari che beneficeranno dei finanziamenti in questione.
Incerta rimane la posizione del repubblicano John McCain, che era alla ricerca di concessioni sul futuro nucleare dell’ America, ma senza toccare il testo del Trattato che prevede complessivamente una riduzione di oltre 1.500 testate, oltre agli indispensabili controlli ed ispezioni.