Usa, 41 Stati contro Meta: «Facebook e Instagram creano dipendenza nei minori»

Redazione
25/10/2023

La denuncia è arrivata dopo un'indagine bipartisan condotta a inizio 2021 in cui si sono studiati gli effetti dei social media sulla salute degli under 18. La replica della società: «Siamo delusi dai procuratori generali».

Usa, 41 Stati contro Meta: «Facebook e Instagram creano dipendenza nei minori»

Ben 41 Stati americani hanno fatto causa a Meta. L’accusa rivolta al gigante dei social media guidato da Mark Zuckerberg è di creare dipendenza nei minorenni, con meccanismi utilizzati sulle piattaforme Facebook e Instagram. Il procedimento legale è partito dopo un’indagine avviata nel 2021 sulle conseguenze dei social sulla salute dei minori. Nel rapporto federale di 233, si parla di tattiche pericolose e manipolative, con «schemi per sfruttare gli utenti più giovani con l’obiettivo di aumentare i profitti». Facebook e Instagram ingannerebbero i minorenni sulle misure di sicurezza per raccogliere i loro dati personali, in violazione della legge sulla privacy.

Usa, 41 Stati contro Meta «Facebook e Instagram creano dipendenza nei minori»
Le icone di Instagram e Facebook (Getty Images).

Rob Bonta: «Inchiesta bipartisan»

L’inchiesta è stata portata avanti da una collaborazione bipartisan tra stati repubblicani e democratici. Un fattore da non sottovalutare, specificato anche dall’attorney generale del Colorado, il democratico Phil Weiser. Quest’ultimo ha dichiarato: «In un momento che la nostra nazione non vede un livello di collaborazione bipartisan di cui abbiamo bisogno, ora la potete vedere in questo gruppo di procuratori generali». E lo stesso ha fatto Rob Bonta, attorney general della California: «La nostra inchiesta bipartisan è arrivata ad un’importante conclusione: Meta sta mettendo in pericolo i nostri bambini e adolescenti, rendendoli dipendenti per aumentare i propri profitti».

Liza Crenshaw: «Meta delusa dalla scelta dei procuratori generali»

La risposta di Meta è stata affidata alle parole della portavoce Liza Crenshaw. Ha spiegato che la società è «delusa dal fatto che invece di lavorare in modo produttivo con le società del settore per creare degli standard chiari, appropriati all’età per le molte app usate dai teenager, i procuratori generali abbiano scelto» le vie legali. Intanto alcuni Stati, come l’Arkansas e lo Utah, hanno varato nuove norme molto più stringenti che in passato. Ad esempio è stato vietato ai minori di 13 anni di avere accesso ai social media, mentre ragazze e ragazzi con meno di 18 anni potranno iscriversi e accedere soltanto con l’assenso dei genitori.