Usura, colpite tre milioni di famiglie

07 Settembre 2016 14.10
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Tre milioni di famiglie ne sono vittima. Un’azienda su dieci nei settori dell’agricoltura, del commercio e dei servizi.
Il fenomeno dell’usura, secondo l’istituto Eurispes, è un’industria che fattura 82 miliardi di euro all’anno, sommando i 37,25 miliardi di capitale prestato e i 44,7 miliardi restituiti come interessi.
I carnefici non sono solo le organizzazioni criminali, mafia in testa. Ma anche una serie di cittadini insospettabili, che hanno approfittato della crisi per arricchirsi a scapito di chi è finito con l’acqua alla gola.
Se le regioni a maggior rischio restano quelle del Sud e le Isole, il pericolo si sta estendendo in maniera significativa anche al Centro Italia e la provincia più esposta in assoluto è quella di Parma. Non è immune nemmeno il Nord, visto che nella fascia di rischio medio alta ci sono anche Aosta e Biella.

Interessi superiori al 120% all’anno

Le cifre sulle famiglie sono state calcolate dall’Eurispes partendo dalla media di quelle che si sono rivolte a soggetti privati, diversi da amici e parenti, per ottenere un prestito, non potendolo avere dal sistema bancario. L’istituto ha ipotizzato che ciascun nucleo abbia avuto bisogno di 10 mila euro. Un sistema analogo è stato utilizzato per le imprese.
CON GLI STROZZINI PERDONO TUTTI. Con gli strozzini ci hanno perso ovviamente tutti: le famiglie hanno preso in prestito almeno 30 miliardi, ma ne hanno restituito più del doppio (66 miliardi); stessa sorte per le imprese agricole (4,95 i miliardi resi a fronte dei 2,25 ricevuti) e per quelle commerciali (indietro 11 miliardi contro i 5 avuti). Numeri approssimati per difetto, tenuto conto che normalmente gli interessi praticati sono superiori al 120% annuo che è stato calcolato.

La mappa dei territori a rischio

Per calcolare la permeabilità delle singole province al fenomeno usura, l’istituto di ricerca ha incrociato 23 variabili socio-economiche, compresi il livello di disoccupazione, quello di ricchezza complessiva del territorio e l’entità dei fenomeni estorsivi. Se la media nazionale di vulnerabilità e del 44%, la maglia nera va a Parma , che si attesta al 100%.
DA PARMA A BIELLA. Un dato che secondo l’Eurispes può dipendere anche dal perdurare dello stato di sofferenza del tessuto produttivo e sociale, a partire dall’inizio della crisi del 2008. Con Parma, tra le prime sette province ad alto rischio ci sono anche Crotone (96,8), Siracusa (91,9), Foggia (86,1), Trapani (85,6), Vibo Valentia (82,1) e Palermo (81,9). Pericolo medio-alto per Aosta (61,6), Imperia (52,7) e Biella (50,3).

Chi sono gli usurai

A praticare l’usura non sono solo le organizzazioni criminali, che usano il prestito a strozzo per riciclare denaro sporco e ottenere facilmente ingenti guadagni, ma anche per impossessarsi di quelle imprese e attività che non sono in grado di far fronte ai debiti contratti. Oggi la figura dell’usuraio è presente anche tra i cosiddetti insospettabili: negozianti, commercialisti, avvocati, dipendenti pubblici, che hanno sfruttato il lungo periodo di crisi economica e l’indebitamento di famiglie, commercianti e imprenditori per arricchirsi, forti delle crescenti difficoltà di accesso al credito bancario.
SPUNTA «L’USURAIO DELLA STANZA ACCANTO». Per l’Eurispes sarebbe nata una nuova figura: quella dell’usuraio della stanza accanto. A evidenziarlo è il presidente dell’istituto, Gian Maria Fara, che invoca tra gli antidoti «forme più flessibili e personalizzate di accesso al credito ufficiale che sottraggano, nei momenti di difficoltà, gli operatori economici e le famiglie alle insidie di un credito solo apparentemente facile ma funesto in sostanza».

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