Vacanze con arresto per il latitante

Redazione
19/08/2012

Malgrado fosse latitante dal 2011, non aveva rinunciato a trascorrere un periodo di vacanze a Porto Rotondo in Sardegna, dove...

Vacanze con arresto per il latitante

Malgrado fosse latitante dal 2011, non aveva rinunciato a
trascorrere un periodo di vacanze a Porto Rotondo in Sardegna,
dove ha alloggiato, con documenti falsi, in uno dei migliori
resort, ma è stato arrestato la sera del 18 agosto dalla squadra
mobile di Roma al suo arrivo a Civitavecchia. Luigi Esposito,
considerato un fedelissimo dei fratelli Licciardi di Masseria
Cardone, noto come «Nacchella», è stato capace nel giro di
pochi anni di scalare i ranghi del vertice dell’alleanza di
Secondigliano, tanto da essere considerato uno dei principali
esponenti della cupola del quartiere napoletano.
DA SCONTARE 4 ANNI DI RECLUSIONE. Il camorrista
viaggiava sotto falsa identità a bordo di una nave proveniente
dalla Sardegna in compagnia della moglie e del figlio. Gli uomini
della squadra mobile di Roma, diretta da Renato Cortese, lo hanno
atteso all’interno dello scalo portuale di Civitavecchia
dove, con la collaborazione della Polizia di frontiera, lo hanno
individuato ed arrestato. Su di lui pendeva un ordine di
esecuzione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di
appello di Napoli poiché deve scontare 4 anni e 16 giorni di
reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso e
traffico di sostanze stupefacenti.
EX COLLABORATORE DI GIUSTIZIA. Esposito è stato
anche capace di collaborare con la giustizia, prima di darsi alla
macchia, e di intraprendere una fuga che si è interrotta
soltanto il 18 agosto, grazie ad una operazione di
intelligence.
L’arresto è arrivato, hanno spiegato gli investigatori, al
termine di una lunga attività di indagine durata diversi mesi.
Sono stati infatti i numerosi controlli incrociati nelle banche
dati delle forze dell’ordine e i riscontri con i passeggeri
imbarcati sulla nave, a consentire di individuare il
latitante.
EVASO A NOVEMBRE 2011. Esposito dopo aver
scontato parte della condanna a 16 anni di reclusione poiché
appartenente al potente clan camorrista dei Licciardi operante
nella zona di Secondigliano, nel 2011 aveva ottenuto il beneficio
della detenzione ospedaliera presso una clinica della capitale da
dove era evaso lo scorso novembre. Da allora era riuscito a far
perdere le sue tracce, allontanandosi anche dai suoi affetti più
cari sino all’ultimo periodo quando, evidentemente, riteneva
di aver creato attorno a se una rete di contatti e rapporti che
potessero rendere sicura la sua latitanza, tanto da concedersi la
vacanza in Sardegna e prendere senza problemi la nave fino a
Civitavecchia.