Cosa cambia con l’attivazione dell’anagrafe vaccinale

Non c'è più l'obbligo di presentare i certificati a scuola e cade di conseguenza la scadenza del 10 luglio per la consegna dei documenti per le iscrizioni. Le cose da sapere.

06 Luglio 2019 19.52
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Grazie all’attivazione dell’Anagrafe nazionale vaccinale non c’è più l’obbligo di presentazione dei certificati a scuola. Cade di conseguenza la scadenza del 10 luglio per la consegna dei documenti per le iscrizioni, prevista dalla normativa vigente.

SISTEMA AUTOMATIZZATO FA DIALOGARE ASL E SCUOLE

La svolta, comunicata dal ministero della Salute e dal ministero dell’Istruzione, è arrivata a pochi giorni dalla data ultima per dimostrare alle scuole di avere rispettato le indicazioni previste dalla normativa. I genitori non hanno più quindi l’obbligo di presentare la documentazione, perché il sistema automatizzato fa dialogare Asl e istituti scolastici.

DIECI GIORNI DI TEMPO PER RIMEDIARE A SITUAZIONI IRREGOLARI

Grazie all’Anagrafe vaccinale, le situazioni irregolari di genitori che non hanno sottoposto i figli alle vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica sono già state comunicate dalle Aziende sanitarie alle istituzioni scolastiche, che provvederanno a richiedere i documenti mancanti. I genitori avranno a loro volta dieci giorni di tempo per portarli a scuola.

RESTA IN VIGORE LA LEGGE LORENZIN

L’Anagrafe vaccinale è stata istituita con un decreto ministeriale del 18 settembre 2018. Tutte le Regioni hanno avviato a partire da aprile la trasmissione dei dati, tranne le Province autonome di Trento e Bolzano che saranno presto a regime. In attesa che il parlamento decida sul varo del cosiddetto obbligo vaccinale flessibile (la vaccinazione resterebbe obbligatoria solo «in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità di gruppo»), resta quindi in vigore la legge Lorenzin: prevede l’obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all’asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, riguarda anche le scuole elementari, scuole medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.

SANZIONI PECUNIARIE IN CASO DI INADEMPIENZA

I bambini da zero a sei anni non in regola con le vaccinazioni non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell’infanzia; i bambini e i ragazzi nella fascia d’età da 6 a 16 anni potranno invece entrare. Se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge. Le vaccinazioni obbligatorie previste sono dieci. Si tratta di anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

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