Nei vaccini solo tre reazioni gravi ogni 100 mila dosi

L'Agenzia italiana del farmaco conferma la loro sicurezza: «I dati nazionali non influenzano il rapporto beneficio-rischio».

30 Luglio 2019 17.49
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Duro colpo ai no vax e alle loro convinzioni. Dal Rapporto vaccini 2018 dell’Agenzia italiana del farmaco è emerso che «la frequenza in Italia delle segnalazioni relative a reazioni avverse gravi correlabili ai vaccini è di tre eventi ogni 100 mila dosi». Dall’analisi dei dati nazionali «non sono emerse informazioni che possano influenzare il rapporto beneficio-rischio per le varie tipologie di vaccino correntemente utilizzate, confermando quindi la loro sicurezza». Inoltre le reazioni correlabili segnalate «sono tutte note e, quindi, già riportate nelle informazioni sul prodotto dei vaccini autorizzati in Italia».

CALCOLO DEI TASSI DI SEGNALAZIONE

Rispetto ai rapporti precedenti, ha precisato l’Agenzia, «nel 2018 è stato possibile utilizzare, per il calcolo dei tassi di segnalazione, le dosi effettivamente somministrate a livello nazionale, fornite dal ministero della Salute e dai Dipartimenti della Prevenzione delle Regioni e delle Province autonome. Ciò ha consentito di calcolare i tassi di segnalazione generale e delle reazioni avverse gravi correlabili per dosi somministrate su scala nazionale».

MONITORATE 18 MILIONI DI DOSI SOMMINISTRATE

Complessivamente, su un totale di circa 18 milioni di dosi somministrate in Italia nel 2018 per tutte le tipologie di vaccino, sono state effettuate 31 segnalazioni ogni 100 mila dosi, che corrispondono a circa 12 segnalazioni ogni 100 mila abitanti. L’Aifa ha sottolineato inoltre come «l’andamento crescente del numero delle sospette reazioni avverse è indicativo di una sempre maggiore attenzione alla vaccinovigilanza da parte sia degli operatori sanitari sia dei cittadini».

LI BASSI (AIFA): «SALVANO MILIONI DI VITE OGNI ANNO»

Il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Luca Li Bassi ha ricordato che la vaccinazione «è ampiamente riconosciuta come uno degli interventi sanitari più efficaci e convenienti nella storia della salute pubblica. Grazie ai vaccini si continuano a salvare globalmente milioni di vite ogni anno». Il monitoraggio dei vaccini, ha spiegato Li Bassi, «riveste pertanto un’importanza fondamentale a servizio di tutti, per promuovere il loro uso e per garantirne sempre, come anche per tutti i farmaci, il giusto rapporto rischio-beneficio».

NESSUN DECESSO, NIENTE PROBLEMI O ALLARMI

I dati emersi, ha ribadito nel rapporto anche il presidente del National Immunization Technical Advisory Group (Nitag), Vittorio Demicheli, «confermano l’ottimo profilo beneficio/rischio delle vaccinazioni. Nel 2018, pur in presenza di un aumento delle coperture e delle dosi somministrate (oltre 17 milioni) sono stati segnalati infatti pochissimi eventi gravi e nessun decesso ritenuto almeno potenzialmente correlabile con la vaccinazione. Non sono stati rilevati problemi o allarmi specifici, anche per i vaccini di recente introduzione e soprattutto, la sensibilità e la qualità del sistema sono in costante miglioramento».

«DIMOSTRATO CHE L’AUTISMO NON È CORRELATO»

Il tema delle vaccinazioni, ha rilevato l’esperto, «facilmente si presta a contrapposizioni ideologiche. Da una parte chi è pregiudizialmente contrario alimenta facilmente le paure sugli eventi avversi gravi, come l’autismo, che la ricerca ha dimostrato non essere correlato alle vaccinazioni. Dall’altra alcuni paladini mediatici delle vaccinazioni le difendono con argomentazioni ideologiche o morali. I solidi dati del nostro sistema di vigilanza mostrano che i vaccini, come tutti i medicinali, non sono esenti da rischi, ma che questi sono di gran lunga inferiori ai rischi legati alle malattie che i vaccini efficacemente prevengono».

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