Coronavirus: pronti al vaccino, ma non ditelo a Barillari

Luca Burini
02/05/2020

Lo Spallanzani di Roma annuncia il via alla sperimentazione da luglio. Intanto il consigliere regionale del Lazio, espulso dal Movimento 5 stelle, continua la sua battaglia novax su Twitter. La rivolta degli utenti.

Coronavirus: pronti al vaccino, ma non ditelo a Barillari

«Procedendo con questi ritmi sarà possibile avviare da luglio le prime sperimentazioni del vaccino contro il Covid 19 sull’uomo», ha detto il direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia. «Se i primi test daranno un esito positivo, porteranno nel 2021 alla somministrazione del vaccino su un alto numero di persone a rischio e, spero, alla dimostrazione della sua efficacia», ha aggiunto nel pomeriggio del 2 maggio. Data in cui su Twitter impazzava la polemica contro il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari. Espulso il 24 marzo 2020 dal Movimento 5 stelle per aver creato un sito di “controinformazione” sul coronavirus, Barillari non ha mai abbandonato la sua battaglia novax e il 2 maggio di prima mattina cinguettava: «Vaccino covid19? No grazie. Troppi dubbi su costi, sicurezza ed efficacia. Il plasma iperimmune prelevato dai soggetti guariti, ricco di anticorpi, è la soluzione immediata e a bassissimo costo, già utilizzata da molti ospedali».

TWITTER CONTRO BARILLARI

Chiaramente il nome di Barillari, che sul suo profilo Twitter si definisce «visionario», è entrato nelle tendenze del popolare social network. E, a dispetto dei like al suo cinguettio, non sembra che abbia fatto molti proseliti. Diversi commentano con risposte sulla scia: «Ah beh, se lo dice Barillari, allora…». Altri provano pazientemente a spiegargli le basi della questione: «Barillari, il plasma è stato sperimentato come cura per i MALATI, il vaccino è per non far ammalare i SANI, un esperto come te dovrebbe capire la differenza tra prevenzione e cura». La maggior parte lo prende direttamente in giro: «Per fortuna il giorno in cui un sapiens illuminato scoprì i vantaggi della ruota, il capo grotta non era un BARILLARI ERECTUS ,saremmo ancora qui a trascinare tronchi, piegati dalle ernie!!!». E ancora: «Barillà, ma che cazzo di dubbi devi avere che il vaccino ancora manco esiste? Se ne inventassero uno per curare l’idiozia, ne servirebbero tre silos solo per ripulire il tuo account». Tra i detrattori del consigliere del Lazio c’è anche Luca Bizzarri che twitta: «No vax prima che esista il vax. Una cosa ho capito dei grillini (pure ex): non amano i dubbi. Appena hanno un dubbio su qualcosa dicono no grazie. Loro non vogliono sapere se il gatto è vivo o è morto, loro buttano via la cassa col gatto dentro». Insomma basta guardare la timeline del trend per accorgersi che è un bagno di sangue.

COSA SAPPIAMO DEL VACCINO DELLO SPALLANZANI

Intanto, per fortuna, la ricerca va avanti e lo Spallanzani sta allestendo un’area dell’ospedale specificatamente dedicata alla somministrazione del vaccino a volontari sani, «nel rispetto di tutte le garanzie di sicurezza». Secondo quanto si è appreso, si tratta di un vaccino genetico basato su un vettore virale che è stato messo a punto dalla società ReiThera, un’azienda di biotecnologie con sede a Castel Romano. Il coordinamento scientifico è stato affidato all’istituto Spallanzani che agirà d’intesa con il Cnr. «A differenza dei vaccini tradizionali, i vaccini genetici non utilizzano un microorganismo inattivo o parte di esso ma il gene che codifica per l’antigene del microrganismo che si vuole neutralizzare», ha aggiunto Vaia. In questo caso – a quanto si è appreso – verrà utilizzato il gene che codifica per la proteina spike che permette l’ingresso del virus nelle cellule. Questo gene, una volta entrato nelle cellule dell’organismo, induce la produzione della proteina che a sua volta stimola la risposta immunitaria contro il coronavirus.