Vademecum per Davos

Redazione
24/01/2011

di Alessandro Carlini Anche quest’anno i potenti del mondo si sono dati appuntamento, dal 26 al 30 gennaio, in un...

di Alessandro Carlini

Anche quest’anno i potenti del mondo si sono dati appuntamento, dal 26 al 30 gennaio, in un piccolo centro sciistico nel cuore della Svizzera. Così, per una settimana, tutti parleranno di Davos, 10.700 abitanti, da dove usciranno le nuove strategie dell’economia mondiale.
Ma non sono in molti a sapere esattamente cosa sia il World economic Forum, chi siano i delegati e come si svolgono le riunioni. Il quotidiano britannico Independent ha cercato di far luce su questo evento con una sorta di vademecum, in cui si svelano i “segreti” del vertice.

Capi di Stato, ministri, premi Nobel a Davos

Dal punto di vista geografico, si tratta di un resort per sciatori in Svizzera, non molto lontano dalla città di Klosters. Dal punto di vista economico, invece, per qualche giorno Davos si trasforma nel luogo più importante del pianeta, in cui si svolge il World economic Forum, una concentrazione unica di potere, denaro, e vincitori del premio Nobel.
CHI PARTECIPA. Vi partecipano i big shots, i pezzi da novanta della politica, dell’economia e della ricerca. Per esempio il Regno Unito manderà una “pattuglia” di primissimo piano: il premier David Cameron, il suo vice Nick Clegg, il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne (che tra l’altro adora sciare), il sindaco di Londra, Boris Johnson, e il Duca di York. Insomma la Gran Bretagna resterà per qualche giorno senza i suoi governanti. Tutto questo per il summit economico.
NON SOLO POLITICA. Gli altri Paesi non sono da meno. Gli Stati Uniti manderanno Tim Geithner, il ministro del Tesoro. E l’elenco dei partecipanti famosi è lunghissimo: Dmitri Medvedev, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Ban Ki-moon, Tony Blair, Bill Clinton, Rupert Murdoch, Oleg Deripaska, Jacob Zuma, Morgan Tsvangirai, Bill Gates, Shimon Peres, Bono, Niall Ferguson e perfino Robert De Niro, che riceverà un premio da Klaus Schwab, l’economista tedesco che ha dato vita all’evento e lo presiede. Per l’Italia parteciperà il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti.

Le multinazionali invitate speciali

A Davos accorrono naturalmente i boss delle maggiori società mondiali: JP Morgan, Deutsche Bank, Sberbank, Renault-Nissan, Hyundai, Royal Dutch Shell, Dell, Unilever, China Mobile, Coca-Cola, Google, Rio Tinto, Siemens, Nestlé, Mahindra & Mahindra, Reliance, Lenovo e Thomson Reuters. Sono lì per stringere accordi ma anche per dare spazio alla loro vena etica, diventando sponsor di iniziative benefiche.
Per questo incontrano leader religiosi, artisti, imprenditori sociali e i professori che ruotano attorno a questo mondo. Il cosiddetto “spirito di Davos” è quello di far sedere allo stesso tavolo rappresentanti di realtà molto diverse tra loro.
MOMENTO DI RIFLESSIONE. Secondo l’Independent, il forum ha giocato un ruolo molto importante nel processo di pace del Medio Oriente e nella riconciliazione del Sud Africa. Ma è sul fronte economico che è stato fatto molto. Davos è stato l’unico luogo al mondo in cui, nel corso della crisi del credito, è stato detto chiaramente ai banchieri che avevano fatto errori che erano costati al mondo miliardi di dollari. Economisti come Nouriel Roubini e Joe Stiglitz avevano attaccato apertamente il comportamento del mondo della finanza.

In agenda: Cina, inflazione, Eurozona

L’argomento dell’edizione 2011 è spiegato dal tema “Norme condivise per la nuova realtà”. Il fine, hanno spiegato gli organizzatori, è di offrire una terapia al mondo che continua a subire la debolezza economica e non è in grado di contrastare «una rete di minacce fra loro correlate che riguardano governi ed economie».
Ha spiegato meglio cosa vogliano dire queste parole l’organizzatore, Klaus Schwab: «Dobbiamo evitare che la crisi diventi sociale, come è accaduto in qualche Paese». Tutto vero, ma non sono certo le uniche preoccupazioni del momento.
I TEMI CALDI. Prima di tutto, l’inflazione, che sarà argomento ricorrente del 2011. In secondo luogo, come rendere le banche sicure, e risolvere il problema del “troppo grande per fallire” che è stato in cima all’agenda internazionale sin da quando è inziato il credit crunch. Terzo, il rischio crescente di un qualche tipo di crisi della locomotiva cinese, una variazione dell’usuale “la Cina ci divorerà”, ossessione degli anni scorsi. Oltre all’onnipresente instabilità dell’Eurozona.

Appuntamento dedicato al Giappone

Nella cittadina fra le montagne svizzere, ci saranno 230 workshop, seminari di tutti i tipi, cene e ricevimenti vari. E non si parlerà solo di economia.
Quest’anno gli argomenti forti sono Wikileaks e gli immancabili social network. Ma ci saranno anche otto sessioni di studio dedicate alla Cina. Ogni anno viene scelta una nazione che promuove la sua cultura: l’anno scorso era toccato al Sud Africa, che fra l’altro doveva organizzare i suoi primi mondiali di calcio. Quest’anno sarà il Giappone e i delegati sono già pronti alle abbuffate di sushi.