Vale la pena che la sinistra muoia per la Sicilia?

Peppino Caldarola
28/08/2017

Art.1-Mdp ha un candidato diverso dal Pd. Perché non vuole Alfano incorporato. Ma così si consegna l'isola a Berlusconi o Grillo. Non è meglio ingoiare qualche boccone amaro e rinascere sul sociale?

Vale la pena che la sinistra muoia per la Sicilia?

Vale la pena morire per la Sicilia? Nessuno mette in dubbio la centralità dell'isola nel panorama politico del Paese né il significato simbolico di una eventuale vittoria di Silvio Berlusconi o di Beppe Grillo. Tuttavia resta la domanda: vale la pena che la sinistra muoia per la Sicilia?

ORLANDO E FARAONE, DUE PROBLEMI. Le cose che non vanno da quelle parti, penso alla sinistra, sono tante. C'è uno strapotere di Leoluca Orlando che con i suoi diktat e i suoi successi elettorali sembra un ras incontrastato. Il Partito democratico è povera cosa e fa perno su un sottosegretario, Davide Faraone, che sarebbe meglio perdere che trovarlo. C'è poi la posizione ballerina di Angelino Alfano – da tempo alleato del Pd, anche prima della scissione – che a destra nessuno vuole e che si concentrerebbe su un candidato di centrosinistra.

UN CANDIDATO CON TANTE SCONFITTE. Questo candidato è il rettore di Palermo, personaggio da buon curriculum, ultimo prezzo pagato alla famosa "società civile" che avrebbe dovuto fare sfracelli. La sinistra di Articolo 1 – Movimento democratico e progressista sceglie invece Claudio Fava, personalità indiscussa, che ha nel suo passato molte sconfitte, ma che rappresenta bene una area radicale. È ovvio che andando con Fava da una parte e il rettore dall'altra, vince la destra (se si unisce) o il grillino.

Forse nasce da qui il dubbio del sempre più riluttante Giuliano Pisapia immerso in un silenzio che fa spettacolo quasi quanto quelli famosi di Adriano Celentano in tivù. L'ex sindaco di Milano rischia di veder sfasciarsi la sua alleanza a sinistra e di ridursi a stampella di Matteo Renzi. Per uno che, sia pure in modo riluttante, pensava di guidare tutto quanto è un ben magro risultato.

NEMMENO UNA PAROLA SU MINNITI. Mdp motiva il suo no e il suo candidato con la chiusura a destra. Giusto. Mi sarebbe piaciuto se Mdp avesse detto, in queste settimane, una parola, una sola, sulle cose che fa e dice il ministro dell'Interno Marco Minniti, sui fatti di piazza Indipendenza a Roma, su quanto "sociale" vorrà mettere nella finanziaria.

LE BATTAGLIE DA FARE SONO ALTRE. In questo senso non vale la pena morire per la Sicilia e prendersi l'etichetta di aver contribuito a dare a Grillo o Berlusconi la guida dell'isola. So che è fastidioso per i capi di Articolo 1 sentirmi dire spesso cose critiche, ma io talvolta non li capisco. Non sarà l'alleanza con Alfano a togliere immagine a un partito che potrebbe uscire alla grande sul sociale se fa propria la battaglia dell'Avvenire sui migranti, se difende il prete contro CasaPound e semmai manda i suoi militanti in modo organizzato e visibile (a brigante, brigante e mezzo) a sostenere l'uomo di fede nella messa all'indomani del grande gesto di accoglienza.

Questo rettore molto voluto da Orlando è una brava persona, è capace, può avere voti? Se sì, lo si prende con Alfano incorporato. Se i dubbi sono altri, viva Fava

Fatemelo dire e promettetemi di non offendervi: questa gestione della questione siciliana è molto democristiana, molto antica. Il tema dovrebbe essere: questo rettore molto voluto da Orlando è una brava persona, è capace, può avere voti? Se sì, lo si prende con Alfano incorporato. Se i dubbi sono altri, di altra natura, viva Claudio Fava.

PARTECIPARE PER PARTECIPARE NON HA SENSO. La sinistra deve rinascere sul sociale, sulle grandi battaglie morali, sui grandi ideali di accoglienza e può buttar giù qualche boccone amaro sul resto. Partecipare per partecipare non ha senso. Parliamo, invece, della guerra ai poveri, quelli neri e quelli bianchi. Lì si fa la vostra "nobilitate".

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