Il valico di Rafah resta chiuso, Israele nega il cessate il fuoco

Redazione
16/10/2023

Continuano i raid su Gaza, mentre almeno 600 mila palestinesi si stanno spostando verso sud. Sono 4 mila le vittime su entrambi i fronti, 199 gli ostaggi in mano ad Hamas. Biden forse mercoledì in Israele. Gli aggiornamenti.

Il valico di Rafah resta chiuso, Israele nega il cessate il fuoco

Per Tel Aviv sono 199 gli ostaggi in mano ad Hamas che, secondo l’Iran, sarebbe pronta al rilascio dei prigionieri se Israele mettesse fine agli attacchi sulla Striscia. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Teheran Nasser Kanaani, ma per il momento la presa di posizione in tal senso dell’organizzazione terroristica non trova conferma. Intanto vanno avanti i raid di Tel Aviv e aumentano i morti palestinesi: almeno 2.700, a cui si aggiungono 9.700 feriti. Sono invece 1.300 le vittime israeliane. «Non c’è per il momento un cessate il fuoco né l’ingresso a Gaza di aiuti umanitari in cambio della fuoriuscita di cittadini stranieri», ha reso noto l’ufficio del premier Benyamin Netanyahu commentando notizie diffuse in precedenza circa l’apertura del valico di Rafah. Secondo una fonte israeliana, citata da Haaretz, il presidente americano Joe Biden – che ha definisce «un grosso errore» l’eventuale occupazione di Gaza da parte degli israeliani – potrebbe arrivare in Israele mercoledì 18 ottobre.

Il valico di Rafah chiuso, Israele nega il cessate il fuoco. 4 mila i morti. 199 gli ostaggi in mano ad Hamas. Biden forse mercoledì in Israele.
Tel Aviv, manifestanti per il rilascio degli ostaggi (Ansa).

A Rafah completati i preparativi ma finora nessun transito

Al valico di Rafah i funzionari hanno completato tutti i preparativi per l’apertura ma finora nessun aiuto umanitario è entrato dall’Egitto verso Gaza e nessuno cittadino straniero o palestinese con doppia nazionalità è passato nel deserto del Sinai. Lo riferiscono fonti locali, secondo cui «la situazione è statica». l ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry ha detto che il governo israeliano deve ancora fare i passi necessari per consentire l’apertura del valico. Intanto sono almeno 600 mila i palestinesi che hanno abbandonato il nord della striscia di Gaza, mentre nel sud gli israeliani hanno riattivato le condutture dell’acqua. Restano solo 24 ore per far entrare gli aiuti essenziali alla popolazione di Gaza, prima che nella Striscia si verifichi «una catastrofe». Lo afferma l’Organizzazione mondiale della Sanità.

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Il valico di Rafah chiuso, Israele nega il cessate il fuoco. 4 mila i morti. 199 gli ostaggi in mano ad Hamas. Biden forse mercoledì in Israele.
Edifici di Gaza distrutti dai missili israeliani (Ansa).

Sirene a Gerusalemme, sospesa la seduta della Knesset con Netanyahu

Le sirene di allarme per l’arrivo di razzi da Gaza sono risuonate a Tel Aviv e Gerusalemme: la Knesset ha dovuto interrompere la seduta inaugurale della sessione invernale. La seduta era iniziata con l’intervento del premier Netanyahu. Tutti i deputati, compreso il primo ministro, si sono dovuti recare nei rifugi.

Obitori al collasso, a Gaza cadaveri nei furgoncini dei gelati

Con gli obitori degli ospedali al collasso, a Gaza vengono utilizzate le celle frigorifere dei furgoncini dei gelati per preservare i cadaveri delle vittime dei bombardamenti. Sono molti i video e le foto che rimbalzano sui social, con medici e volontari che utilizzano i mezzi per adagiare i corpi avvolti nei lenzuoli bianchi. «Gli obitori degli ospedali sono piccoli e non possono ospitare tutti i cadaveri di questi giorni, per questo siamo costretti ad utilizzare i freezer dei furgoncini dei gelati o del cibo delle aziende della zona per poter conservare i cadaveri», ha spiegato un medico.

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Il valico di Rafah chiuso, Israele nega il cessate il fuoco. 4 mila i morti. 199 gli ostaggi in mano ad Hamas. Biden forse mercoledì in Israele.
Carro armato israeliano (Getty Images).

Hezbollah rivendica la distruzione di telecamere al confine israelo-libanese

Nel tentativo di impedire a Israele di monitorare i movimenti sul lato libanese del confine, Hezbollah ha distrutto alcune telecamere di sorveglianza poste dall’esercito israeliano vicino alla frontiera. «Il Libano è nell’occhio del ciclone. La regione si trova in una situazione difficile e nessuno può prevedere cosa potrebbe accadere», ha detto il primo ministro Najib Mikati, citato da Al-Jazeera. E c’è stato un nuovo scambio di colpi al confine. Hezbollah afferma di aver attaccato cinque basi dell’esercito dello Stato ebraico, che a sua volta ha colpito obiettivi nel sud del Libano.

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