Il quadro rubato dai nazisti che gli Uffizi rivogliono indietro

Il quadro rubato dai nazisti che gli Uffizi rivogliono indietro

01 Gennaio 2019 15.53
Like me!

C'è un quadro che all'Italia è stato rubato e che l'Italia ora rivuole indietro. No, non è 'La Gioconda', che fu regolarmente venduta ai francesi, ma il 'Vaso di Fiori' di Jan van Huysum, portato via dai soldati nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e ora nella disponibilità di una famiglia tedesca che dopo tutto questo tempo non l'ha ancora reso alla reggia che lo ospitava, Palazzo Pitti a Firenze, «nonostante le numerose richieste da parte dello Stato italiano».

L'APPELLO LANCIATO DAL DIRETTORE TEDESCO DEGLI UFFIZI

A lanciare «un appello alla Germania, per il 2019» è il direttore tedesco delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. Il dipinto è un olio su tela di Jan van Huysum, pittore olandese vissuto tra il 1682 e il 1749, entrò nelle collezioni di Palazzo Pitti nel 1824, quando fu acquistato dal granduca Leopoldo II per la Galleria Palatina, per oltre un secolo restò nella sala dei Putti, ma nel 1940, quando la reggia fu evacuata, il quadro fu trasferito in ville del contado. Nel 1943 era a villa Bossi Pucci dove militari tedeschi in ritirata lo portarono via con altre opere.

Ora, nella stessa sala dei Putti che per 119 anni ospitò il dipinto, Schmidt ha fatto collocare una riproduzione in bianco e nero del 'Vaso di Fiori', la stampa ottenuta da una fotografia del primo '900 realizzata da Alinari, un gesto simbolico che rende ancora più rumorosa quell'assenza. Ad accompagnare la stampa una serie di cartelli con la scritta «rubato» in tre lingue, italiano, inglese e, ovviamente, tedesco, e una didascalia esplicativa che ricorda come a sottrarla furono soldati della Wehrmacht.

«Saremo ben lieti di rimuovere questa memoria fotografica», ha detto Schmidt, «quando agli Uffizi sarà restituito l'originale. A causa di questa vicenda che intacca il patrimonio delle Gallerie degli Uffizi, le ferite della seconda Guerra Mondiale e del terrore nazista non sono ancora rimarginate. La Germania dovrebbe abolire la prescrizione per le opere rubate durante il conflitto e fare in modo che esse possano tornare ai loro legittimi proprietari». Il direttore degli Uffizi sottolinea poi che «per la Germania esiste comunque un dovere morale di restituire quest'opera al nostro museo: e mi auguro che lo Stato tedesco possa farlo quanto prima, insieme, ovviamente, ad ogni opera d'arte depredata dall'esercito nazista».

SCOMPARSO PER QUASI 50 ANNI, RICOMPARSO NEL 1991

Nella ritirata verso nord il dipinto fece tappa con le altre opere trafugate Castel Giovio (Bolzano) dove la cassa in cui si trovava venne aperta e si completò il trafugamento. Quindi dell'opera si persero le tracce. Ricomparve solo decenni dopo, nel 1991, poco dopo la riunificazione tedesca. Da allora vari intermediari, per conto dei possessori, hanno tentato più volte di mettersi in contatto con le autorità in Italia chiedendone un riscatto. Una richiesta di tale assurdità, si commenta dagli Uffizi, che dopo l'ultima oltraggiosa offerta ha convinto la procura di Firenze ad aprire un'indagine: «Il quadro infatti è già di proprietà dello Stato Italiano, e pertanto non è alienabile né acquistabile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *