Vaticano tra lusso e concerto per i poveri, il risveglio di Orlando e altre pillole

Luca Di Carmine
15/12/2023

Stonano, come sempre, le ricchezze infinite della Chiesa di fronte all'evento organizzato per i senza tetto: a proposito, quanto è costato? Intanto l'ex ministro del Lavoro si scalda sulla partita Tim. Mentre una mostra romana su Berlinguer è destinata a far discutere. Le chicche di Lettera43.

Vaticano tra lusso e concerto per i poveri, il risveglio di Orlando e altre pillole

Le ricchezze infinite di Santa Romana Chiesa stonano sempre mentre avvicinano le feste natalizie, quando tra le mura vaticane si allestiscono iniziative per i meno fortunati. Come è destinato ad accadere nella serata di venerdì 15 dicembre, con il Concerto con i Poveri e per i Poveri, presentato dalla conduttrice Rai Francesca Fialdini e che è in programma nell’Aula Paolo VI. La manifestazione è rivolta «alle persone meno fortunate, tra senzatetto, migranti ed emarginati dalla società» ai quali si offrono 3 mila posti per assistere al concerto, oltre a una cena e altri generi di conforto. Quest’anno la direzione d’orchestra è affidata a Speranza Scappucci, prima donna a dirigere questo concerto-evento, pronta ad alternarsi sul podio con monsignor Marco Frisina per guidare l’orchestra e il coro del Teatro dell’Opera di Roma, quest’ultimo diretto da Ciro Visco. Si confermano sul palco, presenti fin dalla prima edizione, anche i 200 elementi del coro della Diocesi di Roma. Le voci soliste appartengono al soprano Maria Grazia Schiavo, e al tenore Levy Segkapane. Il programma prescelto spazia da canti gregoriani e laudi a celebri composizioni di Mozart, Rossini, Tchaikovsky e Adam, fino ad arrivare alle immancabili arie natalizie, come Joy to the World, Tu scendi dalle stelle e Stille Nacht in nuove versioni appositamente orchestrate dal maestro Frisina. Poi dal concerto si torna tutti sotto i ponti, all’addiaccio. I costi dell’organizzazione di una serata del genere? Ah, saperlo…

Il risveglio di Orlando

Dopo un lungo periodo di torpore, alla Camera dei deputati si è fatto notare Andrea Orlando, parlamentare del Partito democratico con un passato da ministro del Lavoro. Il motivo del risveglio si chiama Tim, e Orlando ha preso di petto la questione per scagliarsi contro gli acquirenti privati, accusando il governo di Giorgia Meloni: «La domanda è semplice: perché volete dare dei soldi pubblici a un fondo privato che procederà a una ristrutturazione di un grande asset nazionale e che a sua volta produrrà degli esuberi, e quanti saranno questi esuberi che grazie al vostro investimento si realizzeranno?». E ancora: «Con il 20 per cento il governo sta soltanto dando liquidità a un fondo privato che sta procedendo a una ristrutturazione, scorporando la rete che non sarà più pubblica, o nazionale come la chiamavano, ma sarà di proprietà del fondo che la controllerà. Il problema fondamentale è che scorporando la rete, sul soggetto che a quel punto gestirà i servizi resterà un numero di lavoratori molto superiore a quello dei concorrenti che fanno lo stesso lavoro».

Vaticano tra lusso e concerto per i poveri, il risveglio di Orlando e altre pillole
Andrea Orlando (Imagoeconomica).

Scioperi e benessere

Nel giorno dello sciopero dei mezzi pubblici, ecco a Roma due appuntamenti dal titolo incredibile: nella sala della Protomoteca, in Campidoglio, l’assessore alle “Politiche del personale, al decentramento, partecipazione e servizi al territorio per la città dei 15 minuti” Andrea Catarci interviene al seminario “Benessere organizzativo – Benessere individuale”. Ed era solo il primo, perché poi c’è l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia che interviene a “Sentire, pensare e immaginare la città” nell’ambito di Città in scena – Festival della rigenerazione urbana, nell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Con i bus fermi appare una provocazione…

Gualtieri sogna Berlinguer

Il sonno della politica genera mostre: ma pure il sogno fa altrettanto. Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri interviene all’inaugurazione della mostra “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”, all’ex Mattatoio. La kermesse è ideata organizzata e realizzata dall’Associazione Enrico Berlinguer «per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della sinistra italiana», nell’ambito di un progetto finanziato dalla Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali della presidenza del Consiglio dei ministri. E quindi chi ci ha messo i soldi è il governo di Giorgia Meloni. Poi la destra ovviamente si lamenterà gridando allo scandalo se la mostra che in teoria dovrebbe terminare l’11 febbraio (data scelta curiosamente visto che si tratta della giornata dei Patti Lateranensi) dovesse essere prorogata fino alle elezioni europee del 2024 o giù di lì. Comunque, la città eterna è politicamente divisa in due: in mezzo c’è il Tevere, da una parte Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, dall’altra le celebrazioni per Berlinguer. La mostra vede protagonista l’Azienda speciale Palaexpo, dove alla guida c’è il fotografo Marco Delogu, già autore di “In movimento e in posa. Album dei comunisti italiani” insieme a Francesco Giasi. E Delogu è uno che ha respirato l’aria del Pci appena è venuto al mondo, facendo parte di una famiglia legatissima a Botteghe Oscure. Senza dimenticare l’origine sarda, come il fu segretario del Pci. Con in più una splendida residenza in quel di Capalbio, naturalmente, che viene affittata a peso d’oro. E una moglie che lavora ai piani alti di Bulgari.

Vaticano tra lusso e concerto per i poveri, il risveglio di Orlando e altre pillole
Enrico Berlinguer (Imagoeconomica).