Francesco Peloso

Il Vaticano all'attacco di Bannon e Dugin (ovvero Trump e Putin)

Il Vaticano all’attacco di Bannon e Dugin (ovvero Trump e Putin)

La Santa Sede contro identitarismi e populismi in vista delle elezioni in Ue: «Interrompere il processo europeo», scrive la Civiltà Cattolica, «significa evocare spettri che avevamo messo a tacere».

23 Aprile 2019 14.00

Like me!

Il Vaticano lancia l’allarme: l’Unione europea rischia di andare in pezzi se resta vittima della nuova ideologia totalitaria populista il cui obiettivo è quello di cancellare la democrazia e trasformare lo stesso cristianesimo in una sorta di idolo chiuso all’interno dei confini nazionali – una fede autoreferenziale che divora sé stessa – e incapace di guardare all’umanità nel suo complesso.

LEGGI ANCHE: In Vaticano c'è un problema Ratzinger dopo l'uscita sugli abusi

È il modello di società propugnato da personaggi come Steve Bannon, ideologo del trumpismo e del cristianesimo fondamentalista con venature razziste, e da Aleksandr Dugin, teorico del nazionalismo russo di matrice putiniana, legato all’estrema destra europea (da CasaPound a Marine Le Pen), nemico giurato del liberalismo, dei diritti dell’uomo, del principio di cittadinanza. Entrambi vedono con grande favore l’ascesa della Lega di Matteo Salvini. Per questo le prossime elezioni europee sono un appuntamento importante, forse decisivo, per l’avvenire del Continente; ma per salvare l ‘Europa dai demoni dei piccoli nazionalismi bisognerà ripensare le politiche sociali, dal lavoro al welfare.

Si potrà discutere a lungo e battagliare senza posa intorno alla tecnica di una nuova organizzazione dell’Europa, ma non certo sulla sua necessità odierna

A descrivere un quadro tanto articolato e a tratti drammatico, ci ha pensato il presidente dei vescovi europei, Jean Claude Hollerich, gesuita e alla guida della diocesi di Lussemburgo, in un editoriale apparso sull’ultimo numero della Civiltà Cattolica (titolo: Verso le lezioni europee), il quindicinale italiano della Compagnia di Gesù che per ogni numero riceve il ‘visto’ della segreteria di Stato. Non solo: la stessa rivista ha messo a punto un numero monografico in vista delle elezioni per il parlamento di Strasburgo che raccoglie 22 articoli dedicati al Veccho Continente dal 1930 ad oggi. Il volume uscirà, forse non del tutto casualmente, il 25 aprile.

LEGGI ANCHE: Il populismo? Per il papa semina paura e porta alla dittatura

«Interrompere il processo europeo», scrive la Civiltà Cattolica presentando il volume monografico di prossima pubblicazione, «significa evocare spettri che avevamo messo a tacere. I cristiani non possono ritirarsi di fronte al compimento delle loro responsabilità storiche nei confronti del futuro del Continente, e questo richiede scelte politiche precise». Vale ancora oggi , è il monito, «quel che La Civiltà Cattolica scriveva nel febbraio 1930: ‘Si potrà discutere a lungo e battagliare senza posa intorno alla tecnica di una nuova organizzazione dell’Europa, ma non certo sulla sua necessità odierna’».

BANNON E DUGIN, I SACERDOTI DI UNA NUOVA PSEUDO-RELIGIONE

Nell’editoriale di monsignor Hollerich si rileva del resto come un Europa in crisi di identità «veda la nascita di identitarismi, populismi, in cui la nazione non è più vissuta come comunità politica, ma diventa un fantasma del passato, uno spettro che trascina dietro di sé le vittime delle guerre dovute ai nazionalismi della storia. I populismi vogliono allontanare i problemi reali, organizzando danze intorno a un vitello d’oro». Per raggiungere questo scopo «essi costruiscono una falsa identità, denunciando nemici che sono accusati di tutti i mali della società: ad esempio, i migranti o l’Unione Europea».

Steve Bannon e Aleksandr Dugin negano il centro della teologia occidentale, che è l’amore di Dio

Di conseguenza «i populismi legano gli individui non in comunità dove l’altro è una persona vicina, un partner nel dialogo e nell’azione, ma in gruppi che ripetono gli stessi slogan, che creano nuove uniformità, che sono l’anticamera dei totalitarismi».In questo senso, prosegue il capo dei vescovi europei, «un cristianesimo autoreferenziale rischia di veder emergere punti comuni con questa negazione della realtà e rischia di creare dinamiche che alla fine divoreranno il cristianesimo stesso». Steve Bannon e Aleksandr Dugin, sottolinea, «sono i sacerdoti di tali populismi che evocano una falsa realtà pseudo-religiosa e pseudo-mistica, che nega il centro della teologia occidentale, che è l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Perché l’amore non può esistere senza libertà, e la libertà è la condizione indispensabile di ogni interazione umana, è la condizione indispensabile dell’agire e della responsabilità politica». Senza libertà, aggiunge Hollerich, «la nostra fede non esiste».

ÉLITE E FINANZA PROBLEMI REALI PER L'EUROPA

Per Civiltà Cattolica, «le forme di governo democratiche sono la migliore salvaguardia dei diritti dell’uomo», tuttavia «i cambiamenti culturali non risparmiano le nostre democrazie parlamentari in Europa. I cittadini europei provano un crescente disagio nei confronti delle multinazionali e dei poteri finanziari. La crisi delle banche in Europa e l’arricchimento di una élite finanziaria sembrano mostrare una connivenza tra i poteri economici e le élite politiche». L’analisi dell’arcivescovo Hollerich, quindi, non si limita solo a una diagnosi severa dei rischi connessi con il ritorno del nazionalismo, ma guarda al quadro sociale più generale: «Molti cittadini europei hanno l’impressione che l’economia e la finanza siano più interessate alla creazione di profitto che a quella di posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione dei giovani in Europa è enorme in alcuni Paesi», il che favorisce, si spiega, l’ascesa dei populisti che ne nascondono le «vere cause» attribuendo tutte le colpe ai migranti. Infine, si osserva «con l’attuale sistema di welfare la situazione economica di molti giovani è precaria, e non sempre consente di fondare una famiglia. Ma tali sistemi resisteranno in avvenire? Non stiamo assistendo a una progressiva riduzione dei vantaggi sociali? Questi giovani di oggi non saranno i poveri di domani?». Dunque il disagio è profondo in molti Paesi dell’Unione Europea. La paura di un degrado sociale è reale. Se l’Unione non riesce a mostrare ai giovani che il loro futuro le sta a cuore, essi diventeranno preda dei populismi».

LEGGI ANCHE: La benedizione Urbi ed Orbi del papa e il messaggio per lo Sri Lanka

UN'EUROPA INDIPENDENTE SLEGATA DA USA E RUSSIA

Dall’analisi che appare da qualche tempo sulla Civiltà Cattolica, e ancora di più con questo ultimo allarmato intervento che chiama in causa i teorici estremisti del nazional-populismo – Bannon e Dugin – si delinea nei fatti anche un nuovo modello di Europa chiamata a ‘fare da sola’, a non essere più né atlantica né euroasiatica, ma capace di ripensare sé stessa dentro il solco della propria storia, del proprio umanesimo cristiano e di una visione moderna della democrazia. Una simile impostazione si colloca bene nell’impostazione geopolitica di Papa Francesco che ha voluto una Chiesa slegata dai vecchi schemi della guerra fredda – dal rapporto preferenziale con Washington – e portatrice di una idea di globalizzazione fondata sulla solidarietà. D’altro canto per il cattolicesimo si tratta anche di fare un salto definitivo e privo di ambiguità lungo la rotta tracciata dal Concilio Vaticano II: dialogo virtuoso con la modernità, i diritti umani, a partire dalla libertà religiosa, recupero di una fede come testimonianza e non come potere e ideologia. Una bella sfida.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *