Vecchio sarà lei

Redazione
09/12/2010

di Paolo Brunello begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting Come ogni anno, il magazine americano Slate ha pubblicato la 80 Over 80, ovvero la classifica...

di Paolo Brunello begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting

Come ogni anno, il magazine americano Slate ha pubblicato la 80 Over 80, ovvero la classifica degli 80enni e ultra 80enni più influenti d’America: uomini di Stato, colossi dell’industria, icone culturali, star del cinema. Tutti protagonisti che hanno saputo tagliare, nonostante l’età, nuovi e importanti successi o che sono riusciti a mantenere la loro influenza in barba all’anagrafe. Ecco chi sono i primi dieci super-nonni.

1. Thomas S. Monson, 83 anni

Dal 2008 è presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, comunemente nota come Chiesa mormone. In precedenza, è stato per 23 anni consigliere della First Presidency, il principale organo di governo della chiesa stessa, nonché apostolo nel Quorum dei Dodici, altro organismo dei mormoni, per 22 anni.
In qualità di presidente della Chiesa mormone, è considerato dagli oltre 13 milioni di fedeli nel mondo un profeta di Dio, allo stesso modo in cui lo sono stati Abramo, Mosè, Isaia e gli apostoli ai tempi di Gesù.
È stato al centro della controversia che ha visto coinvolta la sua chiesa nel sostenere la Proposition 8, il referendum tenutosi in California il 4 novembre 2008, che ha sancito l’abolizione del diritto al matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Da quando è diventato presidente, ha consacrato dieci nuove chiese e ha annunciato che presto se ne aggiungeranno altre 16.

2. Daniel Inouye, 86 anni

Esponente del Partito democratico, serve lo Stato delle Hawaii sin dalla sua ammissione come 50esima stella nella bandiera nel 1959, dapprima in qualità di primo deputato alla Camera dei Rappresentanti, quindi come senatore dal 1963, venendo poi sempre rieletto. Dopo la scomparsa di Robert Byrd e Ted Stevens, Inouye è diventato «l’ultimo di una generazione di importanti senatori», come ha scritto il Washington Post.
È stato rieletto senatore per la nona volta quest’anno, con uno schiacciante 75% dei voti. È presidente del Senate Committee on Appropriations, il comitato americano che gestisce gli stanziamenti di denaro, nonché del Senate Appropriations Subcommittee on Defense, il comitato che in particolare prende decisioni sulle spese militari. Nel 2010, ha assicurato quasi 400 milioni di dollari per la spesa pubblica e dal 28 giugno 2010 è diventato presidente pro tempore del Senato.

3. Warren Buffett, 80 anni

Presidente e amministratore delegato della Berkshire Hathaway, holding americana tra le più grandi al mondo. Soprannominato “l’oracolo di Omaha”, il New York Times lo ha definito «uno dei più grandi imprenditori di tutti i tempi». La rivista Forbes l’ha piazzato al secondo posto nella classifica 2010 degli americani più ricchi, con un patrimonio netto di 45 miliardi di dollari, mentre Foreign Policy lo ha classificato primo, a pari merito con Bill Gates, nella classifica dei Global Thinkers, i pensatori globali (leggi l’articolo).
Nel 2006, prese l’impegno di donare a cinque fondazioni l’85% del capitale della Berkshire. Slate ha in seguito stimato che, considerando il valore di tale capitale nel 2007, Buffett aveva in pratica promesso di donare 43,5 miliardi di dollari, equivalenti all’intero Pil della Slovacchia o al valore di mercato del gruppo McDonald’s.
Insieme a Bill Gates, ha fondato l’organizzazione The Giving Pledge, convincendo 40 delle persone più ricche del mondo a donare in beneficenza la maggior parte della propria fortuna. In agosto, tale iniziativa ha raccolto almeno 125 miliardi di dollari.

4. George Soros, 80 anni

Imprenditore e filantropo nato in Ungheria, Soros lasciò il suo Paese nel 1947 e dieci anni dopo si trasferì negli Stati Uniti. È fondatore e presidente del Soros Fund Management e dell’Open Society Institute, una fondazione privata che si occupa di promuovere la democrazia nel mondo.
Secondo la rivista Forbes, lo scorso anno è diventato il secondo maggior filantropo al mondo, con 7,2 miliardi di dollari donati in beneficenza nel corso della sua vita, con l’obiettivo di promuovere la democrazia e combattere la discriminazione. Quest’anno ha donato 100 milioni di dollari alla Human Rights Watch, 4 milioni alle vittime del terremoto a Haiti e 1,8 milioni all’organizzazione Npr (National Public Radio), per assumere 100 nuovi reporter.
Ha scritto un nuovo libro, dal titolo The Philanthropy of George Soros: Building Open Societies, la cui pubblicazione è prevista per marzo 2011. E, a fine ottobre, ha scritto un articolo per il Wall Street Journal in favore della legalizzazione della marijuana (leggi l’articolo in originale).

5. Clint Eastwood, 80 anni

Pluri-premiato attore, regista e produttore. Grazie agli straordinari film Spaghetti Western degli anni ’60, si è guadagnato la fama del più grande interprete di questo genere di tutti i tempi. Smessi i panni dell’attore, ha proseguito la sua carriera come regista.
Con Million dollar baby, da lui interpretato e diretto nel 2005, Eastwood ha sbancato l’Academy aggiudicandosi ben cinque statuette: miglior film, miglior regia, migliore attrice protagonista (Hilary Swank), miglior attore non protagonista (Morgan Freeman).
Ha diretto e recitato nel film Gran Torino, che ha ricevuto una nomination ai Golden Globe 2009 per la miglior canzone originale, di cui Eastwood è il coautore. Ha diretto Changeling (candidato a tre premi Oscar nel 2009), Invictus-L’invincibile (due nomination agli Oscar nel 2010), ed è uscito da poco il suo nuovo film, Hereafter, che nel primo weekend di uscita nelle sale americane ha incassato 12 milioni di dollari.
Sta lavorando a Hoover, film biografico sulla vita di J. Edgar Hoover, colui che fondò il moderno Fbi e che ne fu a capo dal 1924 al 1972, interpretato da Leonardo Di Caprio.
Ha detto di voler continuare a fare il regista fino a oltre i 100 anni e ha confessato di essere «sempre un po’ sconvolto quando un regista va in pensione».

6. Barbara Walters, 81 anni

Una delle donne più importanti del giornalismo e della televisione americani. Per ben 25 anni è stata co-conduttrice di 20/20, un celebre programma televisivo in America, e negli anni ’70 è stata la prima donna a condurre l’edizione serale di un telegiornale nazionale.
Nel 1997, insieme a Bill Geddie, ha creato il talk show americano The View, programma di cui è tuttora produttrice esecutiva e a cui partecipa regolarmente. Attualmente conduce la serie The Barbara Walters Special.
Ha pubblicato un libro di memorie, Audition, diventato subito un best seller. E, nel 2009, la rivista Forbes l’ha indicata come terza donna più influente nel mondo dei media.

7. Noam Chomsky, 81 anni

Ex professore di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, è considerato il fondatore della linguistica moderna. A partire dagli anni ’60, si è affermato anche come intellettuale anarchico. La costante e acuta critica nei confronti della politica estera degli Stati Uniti lo ha reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale americana e mondiale.
Nel 2005, il magazine Prospect lo ha descritto come il più grande intellettuale vivente. Ancora oggi continua a tenere conferenze e pubblicare articoli di carattere politico. Ha inoltre parlato di temi quali i biocombustibili, le energie alternative, il legame tra linguaggio e libertà, e Internet nel mondo virtuale di Second Life.
Nel 2010, ha pubblicato una nuova raccolta di saggi, Hopes and Prospects, e in primavera è uscito un libro di interviste rilasciate da Chomsky sul tema della resistenza indigena.
Lo scorso maggio, non gli fu permesso di entrare in Israele, dove avrebbe dovuto tenere un discorso in un’università. «Al governo di Israele non piace il genere di cose che dico, come del resto credo che valga per tutti gli altri governi del mondo», dichiarò Chomsky.

8. Edward Osborne Wilson, 81 anni

Famoso biologo, naturalista e scrittore, è stato definito il «nuovo Darwin» dallo scrittore Tom Wolfe. Wilson ha circoscritto il campo della sociobiologia, intesa come lo studio sistematico del comportamento sociale illuminato da una prospettiva biologico-evoluzionistica.
Il suo romanzo di esordio, Anthill, è diventato un best seller. Inoltre Wilson è stato coautore di due libri, tra cui The Ants, che gli è valso il Premio Pulizter nel 1991.
Insieme a Harrison Ford, ha convinto il Pen American Center a istituire un premio dedicato alla letteratura scientifica. È uno dei principali fautori, nonché presidente onorario, dell’Encyclopedia of Life, un enorme archivio online di tutte le specie animali e vegetali del pianeta, consultabile gratuitamente. È tutt’oggi impegnato nella tutela della biodiversità.

9. Gordon Moore, 81 anni

Co-fondatore del colosso dell’informatica Intel, 45 anni fa enunciò la sua più sensazionale ipotesi, cioè che il numero dei componenti elettronici di un chip, e di conseguenza le prestazioni dei processori, sarebbe raddoppiato ogni due anni circa.
La sua supposizione si rivelò poi corretta e prese il nome di Legge di Moore, diventando una delle più influenti in ambito informatico. Moore è stato dunque tra coloro che hanno dato il via all’evoluzione dei processori.
Gestisce la Gordon and Betty Moore Foundation, una delle 20 fondazioni di beneficenza più ricche del mondo, attraverso la quale quest’anno ha donato 1,9 milioni di dollari al National Center for Genome Resources e 6 milioni al Center for Bio-Inspired Wind Energy presso il California Institute of Technology.
Si è posizionato al 25esimo posto della classifica 2009 Green Rich List stilata dal Sunday Times, per aver donato 261 milioni di dollari alla Conservation International, un’organizzazione no-profit che opera per proteggere la biodiversità della Terra. Occupa l’88esima posizione della classifica degli uomini più ricchi d’America pubblicata da Forbes.

10. Mary Higgins Clark, 83 anni

Scrittrice di gialli, ha pubblicato 42 libri, ognuno dei quali è stato un best-seller. Ha venduto più di 100 milioni di copie solo negli Stati Uniti. Inoltre tutti i suoi romanzi, compreso il primo, sono ancora in stampa.
Entrambi i lavori del 2010, Just Take My Heart (Prendimi il cuore) e The Shadow of Your Smile (L’ombra del tuo sorriso) sono entrati nella prestigiosa classifica dei best-seller stilata dal New York Times.
Ha recentemente organizzato una campagna di raccolta fondi che ha permesso di donare 65 milioni di dollari al nuovo centro di ricerca sul cancro della Hackensack University.