Veltroni‚ Frengo e stop

Redazione
28/01/2011

di Marco Valle Ve lo ricordate «Frengo e stop»? Sono passati quasi 10 anni, ma il tifoso del Foggia, quello...

Veltroni‚ Frengo e stop

di Marco Valle

Ve lo ricordate «Frengo e stop»? Sono passati quasi 10 anni, ma il tifoso del Foggia, quello della «ricchia de gauma» e del «vi parlo dall’oltretomba della mia sconfitta» che si flagellava con un frustino, trascinando sulle spalle una croce ogni volta che la sua squadra del cuore perdeva, è ancora una delle performance meglio riuscite del comico Antonio Albanese. Non è così lontano dal Cetto La Qualunque del Più pilu per tutti che oggi impazza nelle sale cinematografiche.
IL BUSINESS DEL PALLONE. Il dolorante «Frengo» è anche l’immagine del profilo di Facebook scelta da Vittorio Veltroni, direttore generale della Direzione digital del gruppo Mondadori dallo scorso settembre. Una decisione quasi obbligata per il manager romano, 40 anni, che ha una passione vera per la sua squadra del cuore, la Roma. 
Chi lo conosce bene dice che è una fede su cui non si può scherzare e quando perde è meglio lasciarlo stare. Del pallone in passato ha fatto pure un business. Una decina di anni fa, ha fondato Goallars, società di cui è stato amministratore delegato fino al 2006, che fornisce contenuti sportivi a tutte le piattaforme media digitali (mobile, web e radio), a cui fa capo Goalcity.com, una vera e propria bibbia per i calciofili sempre in cerca dell’ultima notizia di mercato.

Pragmatico ma intellettuale: tutte le vite di Vittorio

Sposato, diplomato al liceo classico Mameli di Roma, nipote di quel Walter che per un breve periodo è stato l’antagonista politico di Silvio, papà del suo presidente Marina Berlusconi, ha anche un’altra passione: i filosofi tedeschi e in generale tutta la letteratura germanica dell’800. I più informati dicono che legga almeno 200 libri all’anno.
UNA FORMAZIONE ANGLOFONA. Per Veltroni niente laurea in economia alla Bocconi e Phd in qualche università americana. Negli Stati Uniti ci è andato dopo il liceo, ma per prendere una laurea in filosofia alla Columbia University di New York nel 1993. Poi è arrivato il master e un dottorato in Scienze sociali e politiche all’Università di Cambridge. E ha fatto pure l’insegnante in quella Università, come docente di filosofia politica.
DISPENSA CITAZIONI COLTE. Quando parla in pubblico, e spesso anche nel privato, ama condire i suoi discorsi con delle citazioni, non sempre colte. Ma solo una su tutte merita di stare sulla sua pagina di Facebook, per definirlo: erst kommt das fressen, dann die moral. È tratta da un’opera del drammaturgo tedesco Bertold Brecht, e in italiano suona più o meno così: prima viene il pane, poi la morale. E forse da qui si capisce perché ha lasciato l’insegnamento e si è buttato nel business. Come imprenditore e come manager.
 

Passione digitale congenita

La passione per internet e il digitale ce l’ha da sempre. E la coltiva spesso di notte. Buongustaio, è un grande consumatore di caffè, dorme poco. Quando non legge, di notte, smanetta al computer. Meglio se dopo mezzanotte, perché non si sa mai da dove può arrivare una nuova idea. Finita l’esperienza di Goallars è entrato in Vodafone dove fino al 2009 si è occupato di contenuti, di servizi multimediali e dell’accesso a internet in mobilità, ovvero dello sviluppo di tutti i servizi che possono raggiungere gli utenti sul telefonino, l’iPad e così via.
LA CHIAMATA IN MONDADORI. Nell’aprile dello scorso anno è stato nominato direttore di tutti i servizi online di Vodafone Italia. Dopo appena cinque mesi è arrivata la chiamata di Marina Berlusconi e una nuova sfida: costruire da zero il digitale di Mondadori. 
In quattro mesi di lavoro ha messo in piedi una struttura di circa 60 persone con una decina di manager, occupando gran parte del secondo piano di Palazzo Mondadori a Segrate che divide con le due testate (Sorrisi e Canzoni Tv e Chi) dirette da Alfonsi Signorini. In azienda in pochi hanno avuto il piacere di stringerli la mano.
ACCORDI STRATEGICI. Tutti parlano di lui, ma nessuno lo conosce davvero, e si interrogano su cosa stia facendo questa nuova entità aziendale. Veltroni lavora a testa bassa, macinando accordi che intercettino il gusto di chi su internet ci va ed è molto social, proprio come lui. Da qui la joint venture tra Bol.it, il portale Mondadori dell’e-commerce, e Zelanda, la società di Gino e Michele che gestisce sul web i marchi Zelig, Smemoranda e Hello Kitty Mondadori, e l’accordo con Google grazie al quale il catalogo di titoli italiani del Gruppo Mondadori sarà disponibile a livello mondiale in formato elettronico su Google Books e Google eBooks.
La sua idea è che un libro possa essere taggato esattamente come si fa con un video. E perché no, anche su Facebook.