Il caso dei parlamentari anti-Maduro rifugiati nell'ambasciata italiana

Il caso dei parlamentari anti-Maduro rifugiati nell’ambasciata italiana

In pochi giorni, due deputati hanno chiesto ospitalità alla nostra sede diplomatica. Alla base, la revoca dell'immunità. Guaidó, intanto, torna a bussare a Conte.

10 Maggio 2019 08.35

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Un altro deputato dell'opposizione venezuelana, Américo De Grazia, ha chiesto ospitalità all'ambasciata d'Italia a Caracas. Lo ha reso noto lui stesso il 10 maggio, attraverso il suo account Twitter. Si tratta del secondo membro dell'Assemblea nazionale che si rivolge alle autorità italiane chiedendo protezione, dopo Mariela Magallanes.

Nel suo messaggio De Grazia ha motivato il suo gesto sostenendo che «non darò la soddisfazione alla narco-dittatura di esibirmi come trofeo e utilizzarmi come ostaggio, facendomi rinunciare a condannare i suoi crimini di lesa umanità, violazione dei diritti umani, corruzione, narcotraffico e terrorismo». Il parlamentare, vicino a Juan Guaidó, oppositore di Nicolas Maduro autoproclamatosi presidente ad interim, ha aggiunto: «Sono consapevole di tutte le limitazioni che dovrò osservare a causa di questa decisione che mi sono visto costretto a prendere. Ribadisco il mio impegno con il Venezuela». La Farnesina ha confermato la notizia, spiegando che De Grazia è una delle «persone legittimamente elette all'Assemblea nazionale nei confronti delle quali, nonostante l'immunità parlamentare, è stato avviato un procedimento giudiziario suscettibile di determinarne l'arresto». L'ambasciata, conclude la nota, «opera in piena conformità alle convenzioni diplomatiche».

LE RICHIESTE DI LOPEZ E BLANCO ALLE AMBASCIATE DI SPAGNA E ARGENTINA

Con De Grazia, diventano quattro gli oppositori venezuelani riparati in ambasciate straniere di Caracas. Il primo a chiedere protezione a quella di Spagna è stato Leopoldo López, il 30 aprile, dopo una convulsa giornata in cui è stato liberato dagli arresti domiciliari e ha partecipato per alcune ore al fallito sollevamento militare. Poi nella residenza dell'ambasciata italiana è entrata la deputata Magallanes, sposata con un cittadino italiano ed in attesa di ottenere la cittadinanza. In mattinata, è stato quindi il deputato Richard Blanco a dirigersi verso l'ambasciata argentina a Caracas per chiedere protezione. De Grazia, Magallanes e Blanco sono tre dei deputati dell'Assemblea nazionale a cui è stata revocata l'immunità.

IL NUOVO APPELLO DI GUAIDÓ ALL'ITALIA

Nel frattempo, Guaidó è tornato a bussare al premier Giuseppe Conte, in cerca di un riconoscimento ufficiale: «Questo ormai è terrorismo di Stato contro il parlamento, che l'Italia riconosce», ha detto l'autoproclamato presidente ad interim in una intervista a La Stampa. «Parliamo con tutti i Paesi disposti a collaborare per la cessazione dell'usurpazione. La Russia ha interessi e contratti in Venezuela, e li rispetteremo, perché siamo gente seria. Lo stesso vale per la Cina, e chiunque voglia favorire soluzione reale. La strada che abbiamo indicato è quella delle elezioni, però la gente soffre e dobbiamo considerare tutto con responsabilità, non dobbiamo confondere i mezzi con gli obiettivi: l'obiettivo è la pace, ma il tempo stringe perché, la gente muore. Se l'intervento Usa desse una soluzione alla crisi, probabilmente lo accetterei».

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