Venezuela e false flag: diffidare è meglio

27 Febbraio 2019 17.29
Like me!

Non è mai facile analizzare fatti che avvengono dall’altra parte del mondo senza avere dei corrispondenti di cui ci si possa fidare sul luogo. Su Butac ho trattato un’accusa mossa dai sostenitori di Nicolàs Maduro contro gli Stati Uniti e tutti i Paesi che appoggiano Juan Guaidó. Nel mio piccolo debunking smontavo la teoria che i camion sul ponte al confine tra Venezuela e Colombia fossero stati dati alle fiamme intenzionalmente dagli oppositori del leader chavista. Teoria spinta da svariati siti e pagine pro Maduro. Passate poche ore dalla pubblicazione del mio articolo ho però trovato un video, pubblicato da Canal1, televisione di Stato colombiana, che mostra qualcosa che mi era sfuggito.

LEGGI ANCHE: Cosa sappiamo degli scontri militari attorno agli aiuti umanitari in Venezuela

Nel video si vede un manifestante gettare quella che appare una bottiglia molotov verso i militari che impedivano ai camion con gli aiuti umanitari di attraversare il ponte. Il lancio non è dei migliori, ed è evidente come le fiamme arrivino a lambire i camion fermi. Che sia stata quella bottiglie a causare l’incendio? Può essere, come può essere che le fiamme si siano sprigionate a causa del contatto tra lacrimogeni e i teloni protettivi dei camion.

UN INCIDENTE TRASFORMATO IN UN ATTO DI GUERRIGLIA

Quello che a mio avviso è chiaro è che né da parte delle forze di Maduro né da parte dei manifestanti ci fosse intenzione di dare fuoco agli aiuti umanitari. Si tratta evidentemente di un incidente, come ne succedono tanti negli scontri di questo genere. Vedere invece la fermezza con cui le due fazioni si accusano reciprocamente dovrebbe farci capire quanto poco siano affidabili i resoconti che arrivano da quei territori. Si attacca l'avversario generando molta confusione nel lettore che si affida ai reportage giornalistici per capire cosa sta avvenendo laggiù. Sarebbe bello che su questioni come questa si abbassassero i toni, specie quelli giornalistici, per cercare di riportare i fatti al meglio. Il tifo acceca, ci mette da una parte o l’altra della barricata, inconsciamente parteggiamo per una fazione e siamo pronti a condividere notizie parziali e non verificate.

FALSE FLAG CHE NON LO ERANO

Su Butac avevo spiegato il perché la tesi sostenuta da Telesur fosse campata per aria. La tivù (la notizia è stata ripresa da RT e altre testate) sosteneva che la prova del false flag fosse nelle foto di un ragazzo di spalle con una tanica in mano. Ma gli scatti sono successivi al propagarsi dell’incendio e ci sono video che mostrano chiaramente come gli stessi manifestanti avessero tentato di rimettere in moto il camion per spostarlo prima che prendesse fuoco. Le prove dell'intenzionalità del gesto continuano a mancare, eppure le accuse reciproche non si placano. Dispiace quando l’informazione diventa di parte, perché per il lettore non resta altro che affidarsi alla parte che ritiene più vicina ai propri bias.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *