Il piano di Blackwater in Venezuela: mercenari a sostegno di Guaidó

Il piano di Blackwater in Venezuela: mercenari a sostegno di Guaidó

La controversa azienda di sicurezza privata Usa ha proposto a Trump di inviare 5 mila uomini per aiutare il leader dell'opposizione a rovesciare Maduro.

30 Aprile 2019 18.38

Like me!

Erik Prince, fondatore della Blackwater e influente sostenitore del presidente Usa Donald Trump – ha predisposto un piano per schierare 5 mila mercenari a fianco di Juan Guaidó e rovesciare Nicolas Maduro.

Lo rivela Reuters in esclusiva sul proprio sito. Prince da tempo sta cercando investitori e sostegno politico tra le file dei supporter di Trump e i venezuelani in esilio. Ha avuto incontri in Europa e Stati Uniti, alcuni solo poche settimane fa.

LA SFIDA USA-RUSSIA

Lo scatto in avanti di Guaidò, che ha chiamato i militari alla rivolta contro Maduro, ha riportato di colpo la crisi in Venezuela al centro dell'attenzione internazionale. Riproponendo la sfida a distanza tra gli Usa sostenitori del leader dell'opposizione ed i russi ancorati al leader chavista, mentre l'Ue resta alla finestra e l'Italia si divide ancora tra la Lega e M5s. Con il riesplodere della tensione per le strade di Caracas gli Stati Uniti, che tra i primi hanno riconosciuto Guaidò presidente ad interim, non hanno avuto dubbi. «Sto monitorando molto da vicino la situazione in Venezuela. Gli Usa stanno col popolo venezuelano e la sua libertà», ha twittato Trump.

Sia il segretario di Stato Mike Pompeo che il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton hanno chiarito che «il governo Usa sostiene il popolo venezuelano nella sua richiesta di libertà e democrazia» e «l'esercito deve proteggere la costituzione e il popolo. Deve stare dalla parte dell'assemblea nazionale e delle legittime istituzioni contro chi usurpa la democrazia». Mosca ha risposto con altrettanta nettezza, in favore del presidente Maduro. Il ministero degli Esteri russo ha accusato l'opposizione venezuelana di «fomentare il conflitto» ribadendo che la soluzione va trovata con un «negoziato responsabile e senza precondizioni»: che tradotto vuol dire, nessuno pensi di destituire il regime, anche con il sostegno di «influenze esterne». L'ambasciata russa in Venezuela, interpellata dall'agenzia Interfax, ha intanto fatto sapere che gli specialisti militari russi di stanza nel Paese non interverranno negli eventi in corso a Caracas. Squadre di mercenari del gruppo Wagner, già attivo in Siria, Ucraina e Africa, sarebbero presenti in Venezuela fin dai primi giorni della protesta di Guaidò.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *