Peppino Caldarola

È liberale chi sogna il golpe in Venezuela?

È liberale chi sogna il golpe in Venezuela?

Maduro non è Allende, ma Guaidò non è un esempio della democrazia. Un leader che chiama i militari al colpo di Stato assomiglia a chi vuole sconfiggere. Una sinistra seria parteggia solo per chi lavora per la pace.

02 Maggio 2019 08.02

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Mi ha molto colpito la notizia che ho letto su Lettera43.it, e solo su Lettera43.it, circa l’intervento che si starebbe organizzando, patrocinato dall’establishment Usa, di migliaia di mercenari per dare vinta la partita a Juan Guaidò, il presidente dell'Assemblea nazionale del Venezuela che ha chiamato alla rivolta contro Nicolas Maduro.

Lo scontro Maduro-Guaidò divide il governo con Matteo Salvini dalla parte del ribelle e il M5s dalla parte del leader chavista. Anche nella sinistra esistono opinioni contrastanti, nello stesso Pd spesso si indica come obiettivo principale la caduta di Maduro, accada quel che accada, e in qualunque modo. È difficile sostenere Maduro. Il chavismo ha affascinato molta parte della sinistra radical ma non ha fatto del bene al suo Paese. Maduro appare, per di più, un leader privo del carisma e della fantasia del suo predecessore.

CHIUNQUE VINCA TRA GUAIDÒ E MADURO, SI RISCHIA LA CARNEFICINA

La difesa di Maduro è un atteggiamento politico di assai dubbia sensibilità democratica. Tuttavia il conformismo corrente, quello dei pensieri (chiamiamoli così!) politicamente scorretti per cui ogni nefandezza purché emargini il catto-comunismo è espressione di idee liberali, dice chi bisogna tifare per questo giovane leader venezuelano che da settimane invoca un colpo di Stato che finora non c’è stato.

Chi ha sale in zucca sa che il vincitore di questo scontro annichilerebbe la parte soccombente

Sento in aree liberal della sinistra molta delusione per il fatto che per la prima volta i militari, invitati a prendere il potere, si rifiutano (almeno fino a che scrivo) di farlo. Insomma lo scontro sarebbe fra il liberale Guaidò e l’autoritario Maduro. Fra colui che ha ereditato il protagonismo politico e le idee bislacche in economia di Hugo Chavez e chi invece vuole riportare il Venezuela sotto l’orbita americana fino a sollecitare l’intervento di mercenari e anche quello ufficiale delle Forze Armate degli Stati Uniti. Chi ha sale in zucca sa che il vincitore di questo scontro annichilerebbe la parte soccombente. I tifosi dell’uno o dell’altro sanno che la vittoria del proprio beniamino significherebbe una carneficina per i sostenitori del perdente. Ci sono situazione in cui una sana politica estera, soprattutto di sinistra, dovrebbe fare appello costante, anche con azioni esemplari, alla moderazione, all’intervento di terze forze, alla pacificazione, al ritiro di entrambi i contendenti.

UNA SINISTRA SERIA PARTEGGIA PER CHI LAVORA PER LA PACE

Non ho mai visto un golpe portare la democrazia, tanto meno in America latina. La democrazia è stata portata per la prima e unica volta con le armi solo durante la Seconda guerra mondiale dagli alleati (russi compresi), e dai partigiani, che hanno sconfitto il nazismo. Dopo, il tintinnare di sciabole ha portato solo sventure, sangue, dolore. Non riesco a capire come possa dirsi liberale chi, pur legittimamente detestando Maduro, invoca l’uso della forza golpista per abbatterlo. Non è una partita di calcio, non bisogna per forza “parteggiare”, bisogna semmai cercare di fare “pareggiare” i nemici.

In tutto questo scontro che ormai investe il rapporto Usa-Russia si tace, infine, che fra le tante scelte del presidente Donald Trump quella che appare come sintomatica della sua visione del mondo è il blocco della pacificazione Usa-Cuba. Quel tentativo è stato uno degli impegni più solenni per riportare nel continente latinoamericano un clima politico diverso nel rapporto con il partner nordamericano, così invadente e così carico di una storia di infamie fatta di golpe, di massacri e simboleggiato dall’attacco a Salvador Allende. Maduro non è Allende, ma Guaidò non è il campione della democrazia. Un leader di opposizione che chiama i militari al golpe assomiglia a chi vuole combattere. Una sinistra seria parteggia per chi lavora per la pace. Lasciate stare Maduro al sogno di avventure neo-comuniste e Guaidò al conformismo dei liberali allo champagne. È democratico chi li ferma e li caccia. Entrambi.

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