Venezuela, pieni poteri a Maduro: esautorato parlamento

Venezuela, pieni poteri a Maduro: esautorato parlamento

30 Marzo 2017 09.56
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Ormai Nicolas Maduro non ha più limiti in Venezuela. Il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) ha assunto tutte le funzioni dell'Assemblea Nazionale, il Parlamento unicamerale in mano all'opposizione, lasciando via libera al presidente di governare senza alcun controllo.

LE COMPETENZE PARLAMENTARI PASSANO AL TSJ. Nella notte tra il 29 e 30 marzo, l'alta corte ha stabilito con una sentenza che siccome l'Assemblea si trova in situazione di «ribellione e oltraggio» alle sue decisioni, «le competenze parlamentari saranno esercitate direttamente dalla Sala Costituzionale (del Tsj) o da qualsiasi organo che essa disponga, per garantire lo Stato di diritto».

COME SALTARE LE AUTORIZZAZIONI DEL PARLAMENTO. Formalmente, la sentenza del Tsj è stata adottata in risposta a una richiesta presentata dal governo riguardo la costituzione di aziende miste pubblico/privato, per la quale sarebbe necessaria l'autorizzazione del Parlamento, secondo i termini della Costituzione. L'alta corte ha deciso che vista l'urgenza della questione e quella che viene definita «omissione incostituzionale parlamentare», il presidente è solo tenuto ad informare il Tsj delle sue decisioni e l'Assemblea «non potrà modificare le condizioni proposte né pretendere di stabilirne altre».

L'OPPOSIZIONE INSORGE. La sentenza permetterà al governo di bypassare completamente l'Assemblea Nazionale, dove l'opposizione controlla 112 seggi, su un totale di 167 dal 2015, e governare per decreto, essendo tenuto solo ad informare delle sue iniziative al Tsj. I rivali di Maduro hanno respinto la sentenza: si tratta «di un colpo di Stato» che potrebbe portare alla consolidazione di una dittatura nel Paese. «Il Tsj ha compiuto un colpo di Stato in Venezuela, come quello di Fujimori in Perù», ha dichiarato Carlos Vecchio, il coordinatore del partito Volontà Popolare, ricordando il golpe a Lima nel 1992 dell'allora presidente peruviano. Il deputato Miguel Pizarro, da parte sua, ha detto che «la traduzione senza eufemismi della nuova sentenza del Tsj, che continua a concedere superpoteri a Maduro, è semplicissima: dittatura».

GIÀ TOLTA L'IMMUNITÀ AI PARLAMENTARI. La scelta del tribunale arriva a due giorni da un'altra sentenza controversa. La Tsj aveva tolto ai deputati dell'Assemblea l'immunità parlamentare. I parlamentari si erano rifiutati di applicare una disposizione della stessa corte che ne dichiarava illegittima l'elezione.

UNA CRISI ECONOMICA SENZA FINE. Sullo sfondo resta la pesante crisi economica che sta attraversando il Paese. In tutto il Venezuela scarseggiano cibo, medicine, generi di prima necessità e sorprendentemente anche il carburante, nonostante Caracas gestisca una della più grandi riserve petrolifere del mondo.

Il 20 marzo le autorità hanno espropriato un noto forno di Caracas e cacciato il suo proprietario, nel primo scontro violento nella vasta campagna lanciata da Nicolas Maduro contro i panettieri, accusati di essere parte della "guerra economica" che secondo il governo è la responsabile della grave crisi alimentare che soffre il Paese.

STATALIZZATA LA PRODUZIONE DI PANE. Intorno a metà marzo circa 4 mila funzionari sono stati inviati a monitorare l'attività degli oltre 700 forni di Caracas. L'ordine è che si devono vendere pagnotte semplici, al prezzo fissato dallo Stato, e nulla più anche perché ogni riserva di farina usata per altri scopi è stata considerata come un sabotaggio economico.

BLOCCATE LE IMPORTAZIONI. In realtà la penuria di pane deriva dallo scarso approvvigionamento delle materie prime. Le associazioni di settore hanno cercato invano di spiegare che il problema non è l'uso che si da alla farina, quanto il fatto che questa materia prima scarseggia perché lo Stato non dispone dei dollari per autorizzare l'importazione.

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