Caso Verdini, le opposizioni chiedono che Salvini riferisca alla Camera: «Chiarezza nei rapporti»

Redazione
29/12/2023

Secondo Pd, M5s, Sinistra italiana e Verdi il governo «deve venire in aula». Azione difende il ministro: «Non siamo un tribunale». Tommaso Verdini, ora ai domiciliari con l'accusa di corruzione, è il fratello di Francesca, compagna del leader della Lega.

Caso Verdini, le opposizioni chiedono che Salvini riferisca alla Camera: «Chiarezza nei rapporti»

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini si presenti alla Camera per un’informativa «urgente» sul caso Verdini. Questa è stata la richiesta dei partiti d’opposizione, che così vorrebbero portare in aula l’inchiesta sulle commesse all’interno dell’Anas. Tommaso Verdini, ora ai domiciliari, è accusato di corruzione e turbata libertà degli incanti. Il padre Denis risulta indagato. Secondo Pd, M5s, Sinistra italiana e Verdi, il governo «deve venire in aula. Il ministro Salvini venga a riferire» per chiarire i rapporti e le relazioni con i membri dell’esecutivo. La compagna del leader della Lega è Francesca Verdini, sorella di Tommaso e figlia di Denis.

Caso Verdini, le opposizioni chiedono che Salvini riferisca alla Camera «Chiarezza nei rapporti»
Matteo Salvini durante un comizio ad Atreju (Imagoeconomica).

Il M5s: «Chiarezza nel rispetto della presunzione di innocenza»

Il primo a prendere la parola dal fronte delle opposizioni è stato il pentastellato Federico Cafiero de Raho. Ha affermato: «Salvini riferisca sul sistema di consulenza e appalti pubblici banditi da Anas, indagini che hanno coinvolto Tommaso Verdini. È gravissimo quanto sta accertando la procura di Roma». E ha aggiunto: «In quale misura i fatti coinvolgono Anas?” Per quanti e quali appalti, quali misure adottate per prevenire la corruzione, quale coinvolgimento degli esponenti delle istituzioni? Rispettiamo la presunzione di innocenza, ma pretendiamo chiarezza».

Il Pd: «Bisogna chiarire rapporti e relazioni»

Poi a parlare è stata Debora Serracchiani, deputata del Pd: «Noi non intendiamo discutere la vicenda giudiziaria che avrà il suo corso. Ancora nessuno ha ritenuto di smentire gli articoli che mostrano una certa gravità intervenendo in aula alla Camera. Riteniamo sia utile per la credibilità di tutti noi e per la chiarezza necessaria al paese, che quanto viene scritto oggi sui giornali meriti la massima attenzione di tutti i parlamentari, di maggioranza e di opposizione. Oltre alla vicenda giudiziaria c’è la necessità di dare trasparenza e chiarezza a rapporti e relazioni che non possono coinvolgere nessuno nel governo né funzionari pubblici. C’è una questione politica e chiediamo che rispetto a questa questione politica ci sia un intervento del governo, che smentisca ed elimini questa ambiguità, politica prima ancora che giudiziaria. Lo chiediamo al ministro delle Infrastrutture, a tutti i soggetti interessati da quelle dichiarazioni. E anche al ministro per gli Affari con il Parlamento che non si è ancora degnato di mettere piede in questo consesso».

Caso Verdini, le opposizioni chiedono che Salvini riferisca alla Camera «Chiarezza nei rapporti»
Debora Serracchiani (Imagoeconomica).

I Verdi: «Problema di trasparenza negata»

Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi, poi ha incalzato: «Non siamo interessati alla vicenda giudiziaria, ma quando si cominciano a incontrare imprenditori a casa o nei ristoranti, per discutere questioni che attengono un dicastero, c’è un problema che riguarda il comportamento rigoroso che dovrebbe avere un ministro o un sottosegretario. C’è un problema che attiene la trasparenza che voi continuate a negare a questo Paese. Questo modo di procedere, lo dico in particolare a FdI, rischia di fare molto male alle istituzioni. lo dico al capogruppo Foti, attenzione a quello che sta accadendo al ministero delle Infrastrutture».

Azione difende Salvini: «Non siamo in tribunale»

Tra chi non è d’accordo con le opposizioni, oltre ai partiti di centrodestra, c’è stato anche Azione. Il deputato Enrico Costa ha risposto a Cafiero de Raho sottolineando che «non siamo in tribunale». E ha aggiunto, tra gli applausi dei leghisti: «Non dobbiamo portare avanti lo schema delle informative a gettoni. Le inchieste vadano avanti, ma non è che dall’inizio di una inchiesta si interessa anche il Parlamento».