Com’è andato il vertice di governo sui conti pubblici

L'incontro è durato poco meno di tre ore, ma per il momento non ci sono decisioni definitive, solo una prima bozza del dossier. Salvini: «Incontro molto utile». E Tria rilancia: «Nessuna manovra correttiva».

12 Giugno 2019 13.13
Like me!

Il 12 giugno si è tenuto l’atteso vertice di governo per trovare una linea comune per rispondere all’Unione europea ed evitare la rischiosa procedura di infrazione. Il meeting, almeno per il momento, non sarebbe stato risolutivo. A quanto si apprende, la riunione, durata circa due ore e mezza con una coda finale su Alitalia, ha istruito il dossier conti pubblici, al fine di evitare la procedura di infrazione.

Secondo fonti leghiste, è stata una riunione «utile e positiva» nella quale sono stati «organizzati gruppi di lavoro» e ci si è dati appuntamento a «nuovi incontri con progetti e investimenti». Ma altre fonti hanno detto che il confronto nel governo è appena iniziato. All’incontro erano presenti il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ma anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, i sottosegretari al Mef Laura Castelli e Massimo Garavaglia e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

SALVINI: «VERTICE MOLTO UTILE, AVVIATO PERCORSO»

«Abbiamo fatto a Palazzo Chigi una riunione economica interessante e molto utile», ha commentato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Abbiamo cominciato un percorso su alcune voci: export, investimenti, edilizia, che è importante perchè se riparte l’edilizia riparte il Paese. Ci sono troppe poche gru e se un paese riparte si vede dalle gru». Toni simili anche da fonti del M5s: «Il vertice di oggi a Palazzo Chigi è stato sereno e molto positivo. C’è tanto lavoro da fare per gli italiani e per lo sviluppo del Paese, pensando sempre a famiglie e imprese».

TRIA: «NESSUNA MANOVRA AGGIUNTIVA»

Dopo l’incontro, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, ospite a un forum organizzato da Il Messaggero e ospitato dall’Abi, ha spiegato che alla Commissione europea, che ha ritenuto giustificata una procedura per deficit eccessivo, andrà spiegato che non ci sarà «nessuna manovra aggiuntiva». Il ministro ha detto anche di credere nelle stime del governo, che non danno un 2,4% di deficit per il 2019 ma un risultato «verso il 2,2 o 2,1%, e quindi siamo grosso modo nel braccio preventivo del Patto di stabilità». Quello che è certo è che la procedura «va evitata in tutti i modi». «Farebbe sicuramente male all’Italia ma può fare male all’Europa». Per il titolare del Tesoro «dobbiamo arrivare assolutamente a un compromesso, con una trattativa e un dialogo costruttivo. È nell’interesse dell’Italia ma anche dell’Europa». Sulle trattative nel governo il ministro si è limitato a dire che si tratta di «discussioni riservate che vanno avanti».

MOSCOVICI: «SE SI VIOLA IL PATTO APPLICHIAMO LE REGOLE»

Da Bruxelles intanto è arrivato un altro monito: «Siamo impegnati ad applicare in modo intelligente le regole di bilancio, perché è il modo in cui ci siamo mossi nel nostro mandato, ma nessuno deve avere dubbi che applicheremo quelle regole se i criteri non saranno rispettati», ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo a una domanda sull’Italia. Quasi nello stesso momento Steffen Seibert, portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, ha detto di non voler commentare le parole del presidente Juncker: «È suo compito, da presidente della Commissione Ue, monitorare se le regole vengono rispettate o meno dagli Stati membri. Noi sosteniamo la responsabilità del presidente Juncker».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *