Vertice Pdl, no a dimissioni anticipate

Redazione
09/12/2010

Il vertice del Pdl a palazzo Grazioli ha ribadito la linea che Berlusconi si presenti alle Camere per avere la...

Vertice Pdl, no a dimissioni anticipate

Il vertice del Pdl a palazzo Grazioli ha ribadito la linea che Berlusconi si presenti alle Camere per avere la fiducia scartando qualsiasi ipotesi di dimissioni anticipate. Lo ha affermato il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto che ha aggiunto: «Il premier farà un discorso aperto alle esigenze che sono state poste sulle questioni economiche e sociali e anche sulle riforme istituzionali. E anche
sulla riforma della legge elettorale, fermi restando i principi del bipolarismo e del premio di maggioranza».
Sul voto di martedì «sono sereno, non penso che siano molti che vogliano tradire gli elettori» ha affermato il presidente del Consiglio Sin collegamento telefonico con una iniziativa organizzata a Verona dal parlamentare del Pdl Aldo Brancher. «E’ irresponsabile aprire la crisi in un momento così delicato. Sono sicuro che il 14 avremo la fiducia in entrambe le Camere» ha aggiunto Berlusconi «e continuare a lavorare per il bene del Paese, come abbiamo fatto finora».
Il premier ha ricordato i punti salienti dell’azione di governo, «federalismo fiscale, sicurezza dei cittadini, contrasto all’immigrazione dall’Africa, e più in generale clandestina, piano per il Sud, la riforma tributaria per i lavoratori, e riforma della giustizia. Su questi temi ci si deve esercitare in Parlamento. Noi al governo abbiamo già fatto la nostra parte».
In serata il premier ha visto a palazzo Grazioli il leader dell’Adc, Francesco Pionati, il sottosegretario al programma di governo, Daniela Santanché e il leader del Pri Francesco Nucara. Pionati ha detto che ci sarebbero «3-4 parlamentari del centrosinistra che pensano di votare la fiducia al governo».

L’opposizione attacca sulla compravendita di voti

Ma non accenna a placarsi la bufera sui cambi di casacca parlamentari in corso. «Abbiamo messo alcuni elementi a disposizione della magistratura, e non vado oltre» ha detto il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che ha aggiunto: «Gli elementi riguardano trasversalmente diverse situazioni, perché quando c’è un atto corruttivo i soggetti devono essere in due, e perché si può invogliare, aprendo una porta, o imporre, dicendo ’guarda cosa ho su di te’», ha aggiunto il leader di Idv che ha concluso: «Comunque, non è più un Parlamento, è un mercato delle vacche».
Parlando al programma Otto e mezzo su La7, il segretario Pd Bersani si è detto del resto convinto che il governo non supererà la prova della fiducia. Poi ha aggiunto: «Ma non credo cambi molto. Parliamo di un governo che cade o al più sopravvive per qualche giorno, non di più».
Durissimo anche il leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola: «Comunque vada il 14 dicembre, sia che Berlusconi comperi una maggioranza sia nel caso in cui la compravendita non riesca, credo che il dato della fine di un ciclo politico lungo sia sotto gli occhi di tutti. Finisce nel modo peggiore, non come è cominciato, ma capovolgendo i sogni di un’Italia del benessere e della crescita con una straordinaria vicenda di scandali».