Viagra rosa, addio

Barbara Ciolli
13/10/2010

L'azienda: «Le ricerche non andranno perdute».

Viagra rosa, addio

La pillola del piacere femminile a lungo fantasticata da ambo i sessi resterà una chimera dell’immaginario erotico collettivo, dopo che l’8 ottobre la casa farmaceutica tedesca Boehringer Ingelheim ha annunciato di aver gettato la spugna (leggi la notizia) di fronte ai paletti innalzati dalla Food and Drug Administration, l’agenzia governativa per la Salute degli Usa che ha richiesto ulteriori dati a riprova dell’efficacia e della sicurezza del medicinale.
Mandare la sperimentazione di Girosa, questo il nome del farmaco composto dalla molecola anti-menopausa flibanserin, al macero «non è stata una decisione presa a cuor leggero», ha dichiarato il capo della Boehringer Ingelheim Andreas Barner. Ma la ricerca per il benessere femminile, ha confermato a Lettera43 Anna Maria Porrini, direttore Boehringer Ingelheim Italia, va avanti in altri campi. E le analisi per la cura per il disturbo del calo di desiderio femminile non sono state sprecate.
Domanda. Quindi non è stato tempo buttato.
Risposta. No. Gli studi per lo sviluppo del farmaco hanno dato un contributo fondamentale per la comprensione del disturbo da calo del desiderio sessuale nelle donne, molto utili ai fini della ricerca medica in un’area ancora poco definita.
D. In quali direzioni proseguono adesso le vostre sperimentazioni?
R. Le nostre indagini farmaceutiche in materia di benessere, prevenzione e terapia sono molto ampie: ora ci concentreremo soprattutto su aree come prevenzione dell’ictus, diabetologia e oncologia.
D. Innegabile che la pillola del piacere femminile avesse tutt’altro appeal mediatico e commerciale.
R. Il nostro obiettivo non era farci pubblicità, ma approfondire la conoscenza di una disfunzione importante. Il “livello sessuale ipoattivo” è un disturbo riconosciuto dalla comunità medico-scientifica internazionale, che ha ripercussioni pesanti nella vita delle donne. Curarlo era il nostro unico ambito d’interesse.