Video discorso di Fini, le reazioni politiche

Gea Scancarello
26/09/2010

Il giorno dopo le spiegazioni del presidente della Camera i giornali rincorrono i commenti degli ex colleghi della maggioranza

Video discorso di Fini, le reazioni politiche

Il giorno dopo il video discorso del presidente della Camera Gianfranco Fini sulla casa di Montecarlo, i microfoni dei telegiornali e le pagine dei quotidiani rincorrono le dichiarazioni di antichi alleati e nuovi nemici.

Maurizio Gasparri, ex colonnello di Alleanza Nazionale e attuale presidente dei senatori del Partito della libertà (Pdl), cerca di coglierne l’aspetto positivo: «L’invito a fermare il gioco al massacro è un segnale di disponibilità che va colto», ha dichiarato in un’intervista al Giornale, il quotidiano di casa Berlusconi. Non rinuncia tuttavia a una stoccata all’indirizzo dei fedelissimi della terza carica dello Stato, che durante la settimana avevano denunciato una presunta attività di dossieraggio da parte della maggioranza: «Ci sono state una serie di ammissioni anche molto forti. E c’è la sconfessione di quegli armigeri finiani che nei giorni scorsi avevano offeso la presidenza del Consiglio e i servizi segreti». 
Più trionfali i toni di Gaetano Quagliarello, vice capogruppo del Pdl al Senato, in polemica con il Presidente della Camera fin dai tempi del decreto salva vita per Eluana Englaro, nel febbraio del 2009. Mi è sembrato un Fini «con le ali abbassate» ha dichiarato ai cronisti di Repubblica, «non c’è più traccia di prosopopea né voglia di dare lezioni». Secondo Quagliarello tra le conseguenze politiche del discorso di Fini c’è anche il consolidamento dei moderati all’interno di Futuro e Libertà, la corrente creata in polemica con la maggioranza del Pdl: «Sarà più difficile ora aggredire il premier», conclude. 

Minimizza sull’importanza delle dichiarazioni Ignazio La Russa, ministro della Difesa che fu colonna portante di Alleanza Nazionale: «La montagna ha partorito il topolino. Ho sperato che fosse la serata decisiva per chiudere la vicenda e per avere delle notizie, invece i dubbi di prima rimangono e Fini li ha sottolineati con numerosi non so. Non è successo nulla di nuovo», ha detto all’Ap Com. E sulla richiesta di tregua aggiunge che sarebbe d’accordo se Fini «non avesse condito il suo intervento con attacchi non velati e duri al presidente del Consiglio. Così è difficile che l’appello a fermarsi possa avere un seguito».

Non è convinto delle buone intenzioni del presidente della Camera, né delle spiegazioni sulla casa di Montecarlo il premier, cui d’altra parte il video discorso non ha risparmiato riferimenti estremamente duri. E i molti «non so» di Fini rafforzano l’autostima di Berlusconi, che nel duello all’arma bianca pensa di essere tornato ad avere il coltello dalla parte del manico, tanto da lasciarsi sfuggire con i suoi fedelissimi: «Sembrava Scajola quando ha dovuto dire che gli avevano comprato la casa».

Il compito di tirare le conclusioni, secondo Il Giornale, spetta a Umberto Bossi, leader della Lega: «Se Fini parla di stop al massacro vuol dire che si dimette». Eppure, a meno di clamorose rivelazioni, è proprio il contrario di quello che il presidente della Camera dice di voler fare.